Covid, nuove regole sui tamponi per poter accedere negli ospedali

19 Dicembre 2023

I test aumentano a otto, sono finalizzati a scoprire anche l’influenza e altre patologie respiratorie Ma il provvedimento riguarda i pazienti in entrata nei reparti e nei pronto soccorso e non i visitatori 

L’AQUILA. Il Covid rialza la testa, in Italia come in Abruzzo. E il ministero della Salute amplia (portandoli a otto) i test per l’accesso negli ospedali. Non solo Covid, ma anche altri virus respiratori vanno scovati in tempo, nei pazienti con sintomi compatibili, prima di un ricovero nelle strutture sanitarie o socio-sanitarie.
la nuova circolare
La novità, contenuta in una circolare inviata alle Regioni, s’inquadra in un contesto che vede l’Abruzzo come la regione con la più alta incidenza del Covid nella settimana tra il 7 e il 13 dicembre, secondo dati del ministero della Salute e Istituto superiore di sanità. In particolare, nel territorio regionale si sono registrati, in media, 222 casi per 100mila abitanti, più del Lazio (148 casi) e dell’Umbria (139). Secondo la circolare “Indicazioni per l’effettuazione dei test diagnostici per Sars-CoV-2 per l’accesso e il ricovero nelle strutture sanitarie”, firmata dal direttore generale della Prevenzione Francesco Vaia, è indispensabile che le strutture sanitarie attivino e potenzino percorsi sempre più ampi di sorveglianza epidemiologica. L’obiettivo è ampliare e potenziare il monitoraggio dei virus per andare a rintracciare tutte le malattie respiratorie che stanno circolando.
cosa cambia: gli otto test
In ospedali e residenze sanitarie assistenziali, «per le persone che presentano sintomi con quadro clinico compatibile con Covid-19, è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (Vrs), rhinovirus, virus parainfluenzali, adenovirus, metapneumovirus, bocavirus e altri coronavirus umani diversi dal Sars-CoV-2, come indicato dagli organismi internazionali, Oms e Ecdc», si legge nella circolare. Il precedente provvedimento ministeriale, che risaliva all’8 settembre scorso, prevedeva che, rispetto all’accesso alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, «agli ospiti che devono accedere (nuovi ingressi, trasferimenti) alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, in cui siano presenti persone fragili a rischio per età o patologie concomitanti, è indicata l’effettuazione di test diagnostici all’accesso nella struttura».
i consigli per natale
Casi e ricoveri sono in crescita con l’approssimarsi delle feste, quando in molti si mettono in viaggio, oppure incrementano le frequentazioni entrando in contatto con parenti più anziani e, quindi, più fragili. E aumentano anche i casi di influenza e simil-influenza. Gli esperti rinnovano l’invito a vaccinarsi – contro Covid e influenza – in vista delle vacanze, soprattutto nel caso di anziani e persone fragili. Per questo le istituzioni hanno rilanciato la campagna sia attraverso Open Day sia con campagne di comunicazione, come nel caso dell’Abruzzo. Secondo alcune previsioni, la crescita di contagi da Covid proseguirà per 3 settimane, con picco ai primi di gennaio. Le buone pratiche ormai note dall’esordio della pandemia sono applicabili anche per lo scambio di auguri: stare lontani dai più fragili, evitare posti affollati, lavarsi bene le mani. Il consiglio è quello di ridurre baci, abbracci e strette di mano.
casi sospetti
Chi sospetta di aver contratto il coronavirus dovrebbe sottoporsi a tampone. I più efficaci restano i test molecolari da laboratorio, ma vanno bene anche gli antigenici in farmacia o i test fai-da-te in casa. Va comunque ricordato che, rispetto al passato, sono cambiate le regole in tema di isolamento. L’obbligo dei cinque giorni in casa, anche per i sintomatici e i loro contatti stretti, non è più in vigore. Questo non vuol dire, però, che stare a riposo tra le mura domestiche, almeno finché durano i sintomi, non sia consigliato dagli esperti. Prendere eventuali precauzioni sta al buonsenso di ognuno. Le autorità sanitarie raccomandano di indossare una mascherina Ffp2 se si è positivi e si entra a contatto con altri. Nel caso in cui i sintomi durassero più di tre giorni, oppure se si è immunodepressi o fragili, è meglio contattare il proprio medico. (e.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.