Covid, oltre 1.750 guariti si riammalano

2 Marzo 2022

La pandemia è ancora in corso. Parruti: «Il vaccino ci protegge dalle forme gravi, ma è presto per pensare di aver vinto»

Su 264.762 casi di Covid registrati in Abruzzo, 1.757 sono reinfezioni. Persone guarite che si riammalano. Nelle ultime 24 ore il numero è cresciuto di 16 unità. È un’emergenza reale che va in controcorrente rispetto all’andamento discendente della pandemia.
Il dato numerico che forniamo, degli oltre 1.700 reinfettati dal virus, è quello ufficiale inviato ieri dalla Regione Abruzzo al ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità e va commentato con l’aiuto di un esperto che da due anni lavora in prima linea contro la pandemia. Giustino Parruti, direttore dell'Unità operativa complessa di malattie infettive della Asl di Pescara, dice innanzitutto che «il vero “libera tutti” ci sarà quando tutti avranno ricevuto la terza dose».
Ma perché, nonostante la massiccia campagna di vaccinazione, c’è ancora chi si riammala? «La differenza antigenica tra la variante Omicron e le altre forme del virus», spiega Parruti, «è tale che il vaccino, che pure fornisce un'eccellente copertura contro le forme gravi della malattia e il rischio di morte, non impedisce le reinfezioni con forme lievi o, addirittura, asintomatiche. Il mondo viaggerà senza malati gravi in terapia intensiva e senza decessi a causa del Covid-19 quando tutti i vaccinati avranno una copertura con tre dosi. A quel punto, il virus potrà circolare liberamente come una normale influenza o un semplice raffreddore».
L'allarme legato ai contagi è ancora in atto, seppure con numeri nettamente in ribasso. E mentre si avvicina la scadenza del 31 marzo, quando termineranno lo stato di emergenza e molte restrizioni, ci si interroga su come prevenire la diffusione del virus. «In realtà si può fare ben poco», ammette Parruti, «perché la guerra contro il Covid è impari, anche se siamo riusciti a fare moltissimo per mettere una barriera solida alla diffusione del contagio. Il virus circola ancora pertanto la speranza è che, tra marzo e aprile, si raggiunga una soglia di sicurezza importante con una copertura vaccinale quasi totale o comunque il 90 per cento dei vaccinati in possesso delle tre dosi previste, almeno per quanto riguarda i soggetti fragili e le categorie più esposte». Considerazioni che scaturiscono proprio dall'ultima ondata del virus molto contagiosa anche se meno pesante in termini di effetti diretti sui malati, dai ricoveri ai decessi, grazie soprattutto alla campagna vaccinale che ha garantito una buona risposta all'aggressione del Covid. Ma non è ancora finita.
Le precauzioni da prendere, anche nei prossimi mesi, per chi vuole evitare di ammalarsi, restano le stesse, anche se andranno scemando man mano le restrizioni e le imposizioni di legge legate all'emergenza pandemica. «È molto utile, direi indispensabile», afferma inoltre l’esperto Parruti, «prendere le solite e preziose precauzioni per evitare di infettarsi: lavaggio e disinfezione costante delle mani, utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e anche all'aperto in caso di folla. Sono da evitare, in ogni caso, i grandi assembramenti al chiuso che favoriscono la diffusione del virus. I soggetti più fragili, quelli a rischio e le persone che operano in settori più esposti al contagio dovranno continuare ad assumere comportamenti precauzionali corretti: anche l'utilizzo dei mezzi di protezione individuale, se non più contemplato della normative», conclude Parruti, «rimarrà alla responsabilità individuale».
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