Covid, quali sono le città dove resiste e aumenta

7 Maggio 2022

C’è il calo (meno 22%), ma la regione mantiene il primato per incidenza dei casi Maglia nera al Chietino: è primo in Italia per contagi. Il virus fa altre sei vittime 

In Abruzzo il calo dei contagi ora è netto e confermato. Ma non ovunque. Così la Regione è ancora quella più colpita in Italia.
Tra il primo maggio e ieri si sono fatti contati 9.061 casi Covid, mentre dal primo al 6 aprile erano stati 11.684: la discesa è stata quindi marcata – del 22% – e ha coinvolto tutte le fasce di età della popolazione, seppur in maniera meno importante gli anziani.
Ma anche se la maggior parte delle città abruzzesi mostrano numeri in calo, alcune sono ancora in forte controtendenza, a partire da Penne e Fossacesia, perfino Chieti. E con i 1.657 nuovi positivi di ieri l’Abruzzo ha confermato il primo posto per incidenza in Italia, con i suoi 854 casi settimanali ogni centomila abitanti. Del resto proprio il Chietino con 924 ha l’incidenza nazionale più alta tra le province, mentre Pescara e Teramo si trovano rispettivamente al terzo e al quarto posto con incidenza a 860 e 857.
Non è ancora netto il calo dei ricoveri e in generale delle complicanze del virus tra la popolazione abruzzese. Tanto che ieri per la regione è stato un altro giorno nero, con ben sei vittime del Covid, che hanno portato il tragico conto a 3.239 dall’inizio della pandemia. Tra loro anche la 104enne di Pescara Adriana Monini, oltre a una sua concittadina di 96 anni, a un 63enne di Colonnella, a una 77enne dell’Aquila, a una 86enne di Castel del Monte e a un 91enne di Tornimparte.
FASCE D’ETà:
IL CALO è PER TUTTI
Per la prima volta da settimane, si mostrano in calo i contagi di tutte le fasce della popolazione abruzzese.
Innanzitutto viene confermata la discesa per la fascia in età lavorativa, cioè quella tra 20 e 59 anni che anche più casi di tutti – 4.602 nei primi sei giorni di maggio – ma comunque con un calo del 27% rispetto ai 6.246 positivi dei primi sei giorni di aprile. Stessa discesa del 27% anche per la fascia scolastica, quella che va da 6 a 19 anni: dai 2.052 contagi di aprile ai 1.488 a maggio.
A seguire i bimbi da zero a 5 anni, gli unici tra la popolazione che non hanno ancora potuto avere il vaccino anti-Covid: sono passati da 608 contagi a 469, con un calo del 23%. Primo segnale di discesa questa volta anche per gli ultrasessantenni: da 2.762 contagi ad aprile a 2.502 a maggio, con un calo del 9%.
le principali CITTà:
c’è ancora chi sale
Tra le trenta città principali abruzzesi, il record della discesa dei contagi lo fa registrare Roseto degli Abruzzi: dai 257 contagi dei primi sei giorni di aprile ai 121 dei primi sei giorni di maggio, per un calo del 53%. Segue San Salvo: da 232 a 112, quindi meno 52%.
Tra i capoluoghi, discesa importante per L’Aquila (da 694 a 382, quindi -45%) e Teramo (da 716 a 402, quindi -44%). Poi Pescara (da 1.038 a 743, quindi -28%).
Tutt’altra situazione a Chieti, che invece vede crescere i contagi del 6%: dai 391 dei primi sei giorni di aprile ai 416 dei primi sei giorni di maggio.
Il record della crescita è però quello di Penne, che sale del 32% (da 76 casi a 100), seguita dal più 20% di Fossacesia (da 61 casi a 73). In controtendenza, tra i 30 comuni principali tra aprile e maggio, anche Sulmona (+5%), Guardiagrele (+4%) e Cepagatti (+1%), mentre Città Sant’Angelo si mostra perfettamente stabile nei numeri (123 casi ad aprile e 123 a maggio).
IL BOLLETTINO DI IERI:
1.657 nuovi positivi
Il bollettino regionale di ieri segnala 1.657 nuovi positivi in Abruzzo, individuati tramite 2.185 tamponi molecolari e 7.687 antigenici effettuati: il tasso di positività dei test ieri è stato quindi del 16,78%. Tra le province, ieri più casi nel Chietino (493), poi il Teramano (413), il Pescarese (405) e l’ Aquilano (256).
Al netto dei 1.875 nuovi guariti di giornata, scende leggermente a 56.113 il numero degli abruzzesi attualmente positivi. Di questi, 309 sono ricoverati nei reparti ordinari (meno 9 in 24 ore), mentre sono ancora 9 – come nel giorno precedente – quelli in terapia intensiva.