Covid, vaccini da metà ottobre Le dosi nell’ex centro Padovano

Per ora è esclusa la riapertura del polo di Valle Anzuca utilizzato durante il periodo della pandemia Si comincerà anche con le somministrazioni antinfluenzali. A breve le date per le prenotazioni
FRANCAVILLA. In attesa che vengano fissate a livello regionale le linee guide per l'imminente campagna vaccinale contro l'influenza, iniziano a delinearsi i meccanismi attraverso cui anche a Francavilla verrà distribuito il siero. Stando ad alcune indicazioni arrivate dalla Asl, l'inizio delle somministrazioni dovrebbe avvenire a metà ottobre, per poi andare avanti in base a quelle che saranno le richieste e le disponibilità dei vaccini. Quel che appare certo e che ci sarà un ritorno ai metodi precedenti al covid: le inoculazioni avverranno nel centro vaccinale dell’ex Padovano, mentre almeno in questo momento non è prevista una riapertura dell’altro polo, allestito nel centro del riuso di Valle Anzuca per far fronte all’emergenza sanitaria dei mesi scorsi. La struttura, aperta nella primavera del 2021 e destinata alle vaccinazioni anti coronavirus, è stata chiusa dopo poco più di un anno, quando l’emergenza si è attenuata e, salvo esigenze sanitarie, non dovrebbe tornare in funzione. Proprio per questo, tutti gli interessati dovranno fare riferimento agli ambulatori vaccinali presenti all’interno del Padovano. Non solo: i vaccini antinfluenzali potranno essere somministrati sia dalle farmacie, ma anche dai medici di base che ne faranno richiesta, previa la stipula di una convenzione che li autorizzi a procedere. La novità poi riguarderà la possibilità della somministrazione congiunta del vaccino antinfluenzale con quello anto coronavirus.
Va detto che tale possibilità dovrebbe riguardare solamente le persone che hanno necessità di ottenere la quarta dose del vaccino anti covid e, in ogni caso, le due somministrazioni verranno fatte sì nello stesso giorno, ma non nello stesso frangente. Del resto, la vaccinazione di massa a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni unita all'utilizzo delle mascherine, hanno rappresentato una duplice barriera contro l'influenza stagionale, che in effetti durante i mesi segnati dal coronavirus ha avuto un’incidenza più bassa rispetto a quanto visto in precedenza. Adesso, con l’allentamento delle misure e la mascherina non più obbligatoria, il rischio di una stagione in cui l’influenza possa tornare a farsi sentire c’è. Anche per questo, a livello regionale ci si sta organizzando, cercando di mettere in piedi una campagna di prevenzione, specie per quei soggetti più esposti. Nei prossimi giorni sono attese comunicazioni più precise sia sulle date sia sulle modalità di prenotazione.

