Crac, coinvolte tre ditte di Daniele Toto

L’inchiesta sulla bancarotta da 6 milioni di euro della Libra: coinvolte nell’indagine altre due imprese di famiglia fallite
PESCARA. Tre ditte fallite tutte lo stesso giorno: 8 luglio del 2014. Nell’inchiesta della guardia di finanza sulla bancarotta da 6 milioni di euro della Libra srl, azienda della famiglia dell’ex parlamentare Daniele Toto, sono coinvolte altre due ditte: la Fidelio srl e la Argo srl. Tre ditte in un pugno di metri quadrati: tutte hanno sede nella zona industriale di Manoppello, in via Fosso calabrese.
Negli atti giudiziari non si parla solo del crac della Libra, impresa operante nel settore delle macchine operatrici per l’edilizia con una trentina di operai, ma anche di altre due imprese collegate e riferibili alla stessa famiglia dell’ex deputato, 44 anni, eletto alla Camera dei deputati nel 2008 con il Pdl di Berlusconi, poi passato a Fli con Fini fino a diventare coordinatore del Partito liberale, un incarico terminato nel 2015.
Tre società con un destino comune: la Libra, dopo due richieste di concordato preventivo bocciate, è fallita per un passivo di 6 milioni ed è stata la procura a chiedere il fallimento a fronte di «una irreversibile impossibilità» a pagare i debiti agli oltre 60 creditori, tra dipendenti, fornitori, banche, enti previdenziali ed erario; la Fidelio, operante nel campo commerciale per l’edilizia, dopo una iniziale richiesta di concordato poi ritirata, è fallita per un buco di 300 mila euro e anche in questo caso è stata la procura a chiedere il fallimento tra crediti considerati «impossibili» da riscuotere e un possesso di beni dal valore di appena 6.500 euro: «Un posto auto scoperto, beni mobili strumentali e rimanenze di magazzino», così dice la sentenza; la Argo, all’epoca titolare di un distributore di carburanti all’uscita autostradale di Città Sant’Angelo, è fallita per iniziativa di 6 persone tra ex dipendenti e fornitori che vantano quasi 50 mila euro di crediti.
La sentenza sulla Argo sottolinea: «La debitrice non ha soddisfatto i crediti sebbene portati da titoli giudiziari costituiti da decreti ingiuntivi divenuti definitivi perché non opposti nei termini di legge. Sono stati tentati tre pignoramenti mobiliari nella sede della società la quale è risultata essere sconosciuta all’indirizzo. Emerge la sussistenza di una situazione di conclamata insolvenza, la cui irreversibilità non può essere messa in dubbio attesa l’inesistenza di beni patrimoniali di sorta».
Per il caso della Libra, il procuratore capo facente funzioni Cristina Tedeschini e la pm Barbara Del Bono hanno chiesto il rinvio a giudizio per Toto e altri 4: se ne discuterà il prossimo 22 dicembre nell’udienza preliminare presieduta dalla giudice Antonella Di Carlo.
L’indagine, eseguita dalla finanza, si regge sulle analisi del curatore fallimentare delle tre imprese, il commercialista pescarese Sergio Cosentino: è stato il professionista a ricostruire i passaggi societari e a passare al setaccio i bilanci di Libra, Fidelio e Argo, annotando presunti rilievi penali in una lunga relazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

