Crac Merker, condannato commercialista
Processo svuotato dalla prescrizione a 15 anni dagli arresti: pene per tre imputati e due assoluzioni
PESCARA. Arriva a distanza di ben 15 anni dagli arresti chiesti dalla procura di Pescara (siamo nel 2003 e i fatti in contestazione partivano dal 1999), la sentenza di primo grado per l'allora famoso scandalo Merker: quello per la realizzazione dello stabilimento di Tocco da Casauria che doveva nascere con un ambizioso progetto di sfornare circa 11mila rimorchi l'anno. Un voluminoso procedimento che originariamente coinvolgeva decine di indagati e che oggi si è ridotto, grazie alla mannaia della prescrizione, oltre che per la definizione di alcune posizioni risolte nel tempo con i riti alternativi, a soli 5 imputati, dei quali Guido Leone (ex presidente del collegio sindacale della Fisher) è stato assolto dai giudici del collegio, per non aver commesso il fatto, dall'accusa di riciclaggio, così come la procuratrice della Merker, Maria Cristina Dragani, è stata assolta dalle contestazioni che le erano state mosse, perché il fatto non costituisce reato: per entrambi l'accusa aveva chiesto rispettivamente le condanne a 3 e 2 anni. I condannati, per il reato di bancarotta patrimoniale e documentale della Merker e di alcune società a lei collegate (si parla di una cifra vicina ai 250 milioni di euro), sono dunque soltanto tre. La pena più alta, peraltro di sei mesi superiore a quella chiesta dalla pubblica accusa sostenuta dal pm Rosangela Di Stefano, è stata quella comminata al noto commercialista pescarese, Marino Alessandrini, ex amministratore della Merker: 4 anni e mezzo di reclusione. Per lo stesso reato i giudici hanno inflitto 3 anni e 6 mesi a Marcello De Niederhauser, ex amministratore di Fisher e Merker Rent; 3 anni e 3 mesi ad Alfred Zahlaus, che amministrò le stesse società. Inoltre il collegio presieduto dal giudice Rossana Villani (a latere Francesco Marino e Giovanni De Renzis) ha condannato Alessandrini e Zhalaus al risarcimento del danno in favore della Carichieti (all'epoca la banca capofila che sostenne la grossa e impegnativa operazione) da liquidarsi in sede civile, dando però ai due imputati il pagamento di una provvisionale di 100mila euro. Così come De Niederhausern dovrà risarcire in sede civile Merker, Fisher e Omt, con una provvisionale per lui di 30 mila euro. I tre imputati condannati sono stati poi dichiarati inabilitati all'esercizio di impresa commerciale: Alessandrini per 10 anni, gli altri due per 5 anni. E' questo dunque l'esito di un processo andato avanti per anni e dove gli imputati rimasti, ha detto l’accusa in requisitoria, avrebbero avuto delle «condotte delittuose intenzionalmente poste in essere in preventivo accordo con Ramoser, dominus dell'intera operazione commerciale (che patteggiò la pena anni fa), per distrarre il patrimonio sociale della Merker in favore di altre società».

