Crepe in casa, 45 famiglie a rischio sfratto

18 Dicembre 2014

Paura nel palazzo popolare di via Lazio, le proteste dei residenti fanno scattare i controlli: oggi il verdetto dei vigili del fuoco

MONTESILVANO. Sono 45 le famiglie che rischiano di essere evacuate dal palazzone di via Lazio 61, a Montesilvano, edificio a 7 piani che ospita anche gli alloggi popolari del Comune di Pescara. Ieri, i vigili del fuoco hanno effettuato una controlli sulla staticità della struttura ed è atteso per oggi il responso sull’agibilità dell’edificio. Qualora i tecnici dovessero riscontrare la pericolosità del palazzo di Villa Verrocchio, sarebbero sgomberati i 44 alloggi popolari legittimamente occupati da altrettante famiglie assegnatarie e quello abitato da una famiglia proprietaria di una casa privata, così come appartengono a privati il primo e l’ultimo piano dell’edificio, entrambi adibiti a locali.

A segnalare le proprie preoccupazioni agli uffici tecnici del Comune di Pescara, che a loro volta hanno sollecitato l’interno dei vigili del fuoco, sono stati alcuni residenti allarmati dalla presenza di «crepe e diversi distacchi di intonaco» dalle pareti del palazzo che, come visibile anche ad occhio nudo, necessita di più di un intervento di manutenzione. Un grido d’allarme, quello delle famiglie residenti, che però va decisamente oltre il mero aspetto estetico del palazzo ma che, al contrario, attiene soprattutto alla possibile pericolosità della struttura densamente abitata. Immediatamente intervenuti sul posto, vigili del fuoco e operai dell’ufficio manutenzioni del Comune hanno quindi provveduto intanto a transennare le due grandi scalinate di emergenza poste ai lati estremi dell’edificio, così da impedire ad esterni di poter accedere ai piani più alti del palazzo tramite vie secondarie. I vigili del fuoco hanno poi provveduto alle necessarie verifiche sulla base delle quali emetteranno un fonogramma atteso oggi stesso a palazzo di città. Solo allora l’amministrazione comunale potrà decidere come comportarsi, come rivela l’assessore pescarese alle Politiche abitative Adelchi Sulpizio. «C’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco che hanno attestato che il fabbricato ha delle problematiche», spiega, «e hanno provveduto a una serie di indagini per verificare le strutture portanti dell’edificio che non è di proprietà interamente comunale. Il Comune di Pescara è, infatti, proprietario di meno del 50 per cento del palazzo. Ora stiamo monitorando la situazione ma dobbiamo aspettare il responso dei vigili del fuoco per capire se il fabbricato è ancora agibile o, in caso contrario, come provvedere».

Una situazione che rischia di precipitare, dunque, creando non pochi problemi all’ente che non era pronto a una simile emergenza abitativa. «È stato per noi un fulmine a ciel sereno», prosegue l’assessore Sulpizio, «e abbiamo immediatamente allertato anche il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, perché, in caso di inagibilità, la competenza è del Comune di Montesilvano che dovrà emettere l’ordinanza di sgombero».

Nella peggiore delle ipotesi sarà, però, il Comune di Pescara a dover provvedere alla sistemazione delle famiglie che, con molta probabilità, saranno trasferite in alberghi. «Per il momento è presto per dire in che modo verranno sistemate le famiglie in caso di sgombero. Quello che è certo è che non abbiamo 44 alloggi a disposizione per cui sarebbe per noi un bel problema, soprattutto per la situazione già disastrata delle casse comunali. Piove, dunque, sul bagnato ma la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto», conclude Sulpizio, «per cui se c’è da liberare l’immobile troveremo delle soluzioni».

Intanto, nel pomeriggio a dichiarasi all’oscuro della situazione è stato l’amministratore del condominio Fernando Roio. «Nessuno mi ha avvertito del sopralluogo dei vigili del fuoco, così come da loro non ho ancora ricevuto alcun fonogramma», dichiara il titolare dello Studio Roio. «Non credo tuttavia che le condizioni dell’edificio siano così preoccupanti, penso piuttosto», conclude, «che probabilmente qualcuno si sia spaventato eccessivamente davanti a qualche cornicione rotto».

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