Cresce la presenza di romeni e macedoni

15 Giugno 2017

Ma aumentano anche britannici e olandesi in cerca di case  

PENNE. Quanti sono, da dove vengono, cosa fanno. Sono gli interrogativi sugli stranieri che abitano nei centri urbani del comprensorio vestino. Secondo i dati forniti da Tuttitalia.it, nella provincia di Pescara, al 1° gennaio 2016, ha registrato la presenza di 17mila 639 stranieri residenti, il 5,5% della popolazione complessiva. Nell'area vestina, il Comune con più forstieri è Penne, quarto tra tutti i Comuni del Pescarese. All’ inizio del 2016 vivevano qui 487 cittadini esteri, pari al 4% della popolazione residente.
C'è chi arriva per scappare da guerre, ma anche chi investe e lavora. La comunità più numerosa è quella della Romania con il 47,2%, seguita dalla Repubblica di Macedonia (7,8%) e dal Regno Unito (7,4%). Sui 230 cittadini della Romania presenti a Penne, 163 sono di sesso femminile e principalmente svolgono ruolo di badanti e domestiche.
I nati nel Regno Unito rappresentano dunque nel capoluogo vestino il 7,4% dei residenti, con 36 presenze (21 uomini e 15 donne). Principalmente sono persone di mezza età che decidono di investire sul territorio e in particolare nella ristrutturazione degli immobili del centro storico. Complessivamente, tra stranieri dell'Unione Europea e cittadini dell'Europa Centro orientale, a Penne, risiedono 414 persone: 163 uomini e 251 donne.
Il continente americano è invece rappresentato da 15 residenti (10 donne e 5 uomini). L'Asia da nove residenti (5 uomini e 4 donne), mentre una sola donna, australiana, arriva dall'Oceania.
Quanto al continente africano, sono 48 complessivamente i residenti registrati nel 2016, per la precisione 32 uomini e 16 donne. Lo stato più rappresentato è il Marocco, con 13 uomini e 6 donne. Tra i 487 cittadini che hanno scelto di vivere a Penne non sono conteggiati i 140 richiedenti asilo che attualmente sono ospitati nei tre centri che hanno risposto alla richiesta di accoglienza della prefettura. La Asp di Pescara accoglie 60 immigrati tra la casa di riposo De Sanctis Del Bono e la struttura per minori in contrada Pluviano. La coop Cogecstre, invece, accoglie nei locali del Lapiss ottanta richiedenti asilo. Il numero degli stranieri che più o meno costantemente risiede a Penne è dunque di circa 627 unità. Una responsabilità e un impegno gravoso anche per l'amministrazione comunale, che per forza di cose ha dovuto intensificare progetti di integrazione, accoglienza e solidarietà.
«Abbiamo istituito lo sportello antiviolenza e il centro di ascolto per immigrati», spiega l'assessora al Sociale, Lorenza Di Vincenzo, «che si propone come luogo di ascolto, informazione e orientamento per tutte le persone straniere che desiderano esprimere la loro situazione di disagio».
«Per favorire l'integrazione» prosegue l'assessora «viene garantita un’azione di formazione e accompagnamento ai servizi e alle risorse del territorio. Attraverso iniziative come “A scuola di solidarietà”, la popolazione è stata sensibilizzata sul tema dell’accoglienza, e abbiamo dato un aiuto concreto alle famiglie locali quanto a quelle immigrate. L’aumento dei bambini stranieri che frequentano i nostri istituti scolastici, inoltre, ha imposto un adeguamento dei servizi sociali offerti, ed è nostro obiettivo quindi di avviare sempre più percorsi di integrazione ludico ricreativi tra bambini di culture differenti affinché ci sia un arricchimento reciproco e una maggiore consapevolezza della diversità culturale e religiosa. È stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa tra il nostro Comune, Asp e prefettura che consente agli extracomunitari ospitati sul territorio di essere impegnati, su base volontaria, in attività di pubblica utilità. In questo modo, gli immigrati si avvicinano in maniera costruttiva alla realtà locale» chiosa la Di Vincenzo, «e agevolano il processo per la loro integrazione. I cittadini ospitanti, a loro volta, apprendono direttamente dagli stranieri le loro esperienze, spesso drammatiche».
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