Cresce la rabbia dei balneatori: domani scatta la protesta a Roma

27 Dicembre 2021

Per l’incontro con il ministro, 50 delegati di Confcommercio e Confesercenti manifesteranno a Roma Padovano: vogliono mandarci a casa con un emendamento alla legge di bilancio e impedirci il ricorso

PESCARA. Soffia sempre più forte il vento della protesta dei balneatori che domani alle 15 si ritroveranno davanti ai palazzi ministeriali romani a sventolare bandiere e innalzare striscioni contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha anticipato di 10 anni, dal 2033 al 2023, la scadenza delle concessioni demaniali. La lotta degli imprenditori del mare è riuscire a salvare le imprese prima che si aprano i giochi della libera concorrenza europea.
Alle 11 partiranno alla volta della capitale 50 delegati di Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti di tutta la regione per partecipare all’incontro con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia e gli esponenti politici che combattono al fianco della categoria.
Una «battaglia senza esclusione di colpi» annuncia Riccardo Padovano, presidente del Sib Confcommercio, «che porteremo avanti per salvare le nostre imprese storiche dalla rapacità di mani governative che vogliono inserire un emendamento alla legge di bilancio, per mandarci a casa in anticipo e impedirci di fare ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato».
Padovano preannuncia anche una «mega manifestazione all’Eur, tra il 10 e il 12 gennaio, a cui parteciperanno i rappresentanti dei 30mila balneari italiani». Ma intanto al tavolo romano «ci saranno Pd, Lega, Forza Italia, M5S, che appoggiano la nostra lotta e gli esponenti nazionali dei balneatori, per noi Tonino Capacchione». Mentre all’esterno si svolgerà la «protesta pacifica», dentro i palazzi «chiederemo al ministro una riscrittura della riforma delle concessioni demaniali, ormai desueta e di impostare una legge quadro seria per la categoria sempre più spesso minacciata dalla scure delle scadenze». «Vorremmo intorno al tavolo» prosegue il presidente di Sib, «anche le associazioni dei consumatori insieme ad alberghi, ristoranti, cantieri navali e porti turistici, che gestiscono spazi demaniali e che rischiano di perderli. Abbiamo chiesto aiuto anche all’università di Teramo». Secondo Padovano «bisogna anche rimettere mano all’articolo 49 del codice di navigazione datato 1947» che rimanda le concessioni allo Stato e che un tempo venivano rinnovate tacitamente ogni sei anni. «Questa norma ci ha fatto comodo per lungo tempo fino a quando abbiamo capito che si trattava di una polpetta avvelenata» è l’analisi spietata di Padovano. Poi è arrivata la mazzata Bolkestein che ha rimesso in discussione i permessi. E oggi la «battaglia è diventata politica, basta con le aggressioni nei confronti dei balneatori» conclude Padovano.