Crescono i disavanzi delle Asl Adesso sfiorano i 200 milioni

17 Settembre 2024

E D’Amario comunica le doppie dimissioni dalla Regione e dall’ospedale di Teramo

PESCARA. Dal disavanzo delle quattro Asl che cresce ancora e sfiora i 200 milioni di euro, al numero uno della sanità abruzzese, Claudio D’Amario, che decide di presentare doppie dimissioni, dalla direzione del Dipartimento Salute e Welfare e dal posto di primario all’ospedale Mazzini di Teramo. E ancora: dalla notifica alle Commissioni regionali Bilancio e Sanità dell’attesissimo parere del Dipartimento sui piani di rientro, lacrime e sangue, delle Aziende sanitarie, con importi totali rivisti, corretti e aumentati rispetto ad appena una settimana fa, alla fissazione della data cruciale, da parte dei presidenti delle due commissioni, Vincenzo D’Incecco e Paolo Gatti, della seduta congiunta in cui sarà espresso il parere vincolante sulla manovra correttiva da 68.983.000 euro.
Sarà il giorno clou della sanità regionale, in cui tutto può accadere, martedì prossimo 24 settembre, lo stesso in cui D’Amario uscirà ufficialmente di scena dopo che, il 23 settembre, avrà formalizzato le dimissioni. Le quattro anticipazioni che pubblichiamo sono trapelate ieri mattina dalle stanze della politica regionale e dimostrano quanto si sia fatta in salita la strada del presidente della giunta, Marco Marsilio, e dell’assessore, Nicoletta Verì, per scongiurare la malaugurata ipotesi di un nuovo commissariamento della sanità abruzzese. Ma entriamo nei dettagli partendo dal debito complessivo delle Asl che aumenta di settimana in settimana.
I CONTI RIFATTI.
La voragine record e complessiva della quattro Asl di 197 milioni è lievitata, in sette giorni, a 199.404.291 euro. Il tendenziale 2024, quindi, è solo a un passo dalla soglia psicologica dei 200 milioni di euro. I tagli previsti però sono rimasti gli stessi di una settimana fa (68.983.000 euro), quindi la stima finale e complessiva del disavanzo è salita da 128 milioni di euro a 130.416.29. Questi numeri, che riportiamo fedelmente nella tabella in pagina, sono stati pubblicate sui documenti con cui il Dipartimento della Salute ha espresso il proprio parere sulle manovre correttive proposte dalle Asl.
L’Aquila conferma le sue cifre e resta in vetta con un disavanzo previsto a fine anno di 66.424.000 euro; un taglio alle spese interne ed esterne di 35.621.000 euro ed una stima finale del debito che si attesta sui 30.803.000 euro. Segue l’Azienda sanitaria di Chieti che invece ha corretto le cifre, aumentandole di circa due milioni di euro. Il debito ora è di 62.870.000 euro, i tagli di 15.979.000 euro e la stima finale di 46.891.000. Restano invece identiche alle precedenti di una settimana fa sia le cifre della Asl di Pescara (24.898.291 euro di disavanzo tendenziale, 5 milioni di tagli e 19.898.291 di stima a fine anno) sia quelle della Asl di Teramo (45.212.000 euro di disavanzo, 12.388.000 di tagli e 32.824.000 di stima finale).
IL DOPPIO ADDIO.
D’Amario ha confermato ieri pomeriggio al Centro le sue doppie dimissioni, che però hanno tempi leggermente diversi. Il pensionamento dalla Asl di Teramo, dove è in carica come primario di Patologia clinica, è già stato comunicato ai vertici di quell’Azienda Sanitaria. Le dimissioni dalla carica di direttore del Dipartimento Salute della Regione, invece, saranno formalizzate lunedì prossimo, che non è un giorno scelto a caso perché coincide con il termine ultimo disposto dall’assessore Verì, di concerto con Marsilio, per presentare la domanda che permette agli aspiranti direttori generale di concorrere al posto lasciato libero da D’Amario.
L’avviso della selezione, infatti, è stato pubblicato dalla Regione il 12 settembre scorso e prevede come scadenza lunedì 23 settembre. Si tratta però di un avviso particolarissimo perché impedisce al direttore uscente di tornare in sella, essendo riservato esclusivamente ai dirigenti di ruolo interni alla Giunta regionale.
Di fatto è un’epurazione, decisa da Verì e Marsilio, dell’alto dirigente che, prima di tornare in Abruzzo, aveva ricoperto anche ruoli apicali al Ministero della Sanità nel periodo più difficile e drammatico della pandemia da Covid. Ma quello che all’inizio sembrava un grande idillio si è improvvisamente spezzato, all’inizio del 2024, per cause – rivela al Centro un personaggio di spicco della sanità abruzzese - non legate agli attuali disavanzi delle Asl comunicati al Dipartimento Sanità ma a quelli precedenti, accertati alla fine del 2023, di cui Marsilio sarebbe venuto a conoscenza in ritardo.
D’Amario, dal canto suo, raggiunta l’età pensionabile, non sembra aver rimpianti o rimproveri da farsi. È sereno oltre che motivato ad andare avanti. Resterà nel campo della sanità, lavorando però nell’assistenza diretta, e non in Abruzzo. Ma come ultimo atto ha firmato i quattro pareri sulle manovre di rientro delle Asl di cui siamo venuti in possesso.
SOLO UNA PRESA D’ATTO.
I quattro dossier, da cui abbiamo preso le cifre dei disavanzi che pubblichiamo, hanno un aspetto comune. Non si tratta di pareri, cioè di via libera alle manovre correttive milionarie della Asl, ma di semplici prese d’atto che lasciano quindi un campo apertissimo alle Commissioni Bilancio e Sanità, cioè al leghista D’Incecco e al meloniano Gatti, di esprimere il proprio giudizio che sarà vincolante, in un senso o nell’altro. La prova di quanto è stato appena scritto, cioè che si tratti di un “parere non parere”, è nella frase finale che accomuna le risposte di D’Amario e del dirigente Ebron D’Aristotile ai manager Asl: «Il Dipartimento sanità, a conclusione del presente documento esplicativo dei contenuti del Piano presentato ed aggiornato dalla Asl, richiamato l'articolo 2, comma 4 della legge regionale numero 9 del 2024 che assegna al Dipartimento il compito di trasmettere alle Commissioni consiliari I e V del Consiglio regionale i piani ricevuti, “previa illustrazione dei contenuti e della sostenibilità degli stessi”, rileva che il piano aggiornato e modificato dalla Asl, comunque non in grado di conseguire il pareggio di bilancio: a) presenta una manovra complessiva che risulta conseguibile con le precisazioni e prescrizioni introdotte nei vari paragrafi della presente relazione in cui sono state analizzate le principali macro voci di ricavo e costo; b) non presenta, nonostante le manovre applicate, segnalazioni di criticità, da parte del Direttore generale della Asl proponente il piano, sul conseguimento degli standard sanitari di legge».
L’ULTIMA PAROLA.
Non è improprio parlare di commissariamento della giunta Marsilio, in materia di sanità, da parte dell’organo legislativo regionale. A Gatti e D’Incecco, infatti, spettano le parole finali sui piani di rientro delle Aziende sanitarie. Accadrà, come si è detto, al termine della Commissioni congiunte Bilancio e Sanità del prossimo 24 settembre.
Ma sembra un copione studiato a tavolino già a maggio scorso quando in Consiglio regionale venne approvato l’emendamento Gatti, con i voti anche dell’opposizione, che recita: «I piani devono altresì essere trasmessi alle Commissioni I e V del Consiglio regionale, che esprimono parere obbligatorio e vincolante, entro i 15 giorni successivi, ai fini dell'approvazione da parte della Giunta». Che in effetti sta proprio a significare un commissariamento dell’esecutivo.