Crescono i ricoveri in terapia intensiva

13 Marzo 2020

I casi di contagio salgono a 84, la Regione chiede al ministro zone rosse per Città Sant’Angelo, Penne e la Vallata del Fino

PESCARA. Salgono a 84 i casi accertati di coronavirus in Abruzzo. Dopo la brusca impennata registrata tra martedì e mercoledì, ieri sono stati sette i nuovi pazienti. Molti i test in corso e di cui si attendono i risultati. I tamponi eseguiti in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza hanno raggiunto quota 867. Se a preoccupare sono in particolare la Val Fino, l'area di Penne e quella di Città Sant'Angelo, si monitorano i primi casi registrati tra Pescara e Montesilvano, che potrebbero indicare la circolazione del virus sul territorio. Aumenta, inoltre, il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva, in tutto 12, e tra queste ci sono diversi giovani.
Trentacinque i pazienti che si trovano in ospedale in condizioni meno gravi. Gli altri sono in isolamento domiciliare. Del totale dei casi positivi, otto si riferiscono alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, venti alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 48 alla Asl di Pescara e otto alla Asl di Teramo.
RAGGIUNTO IL LIMITE. Il numero elevato di casi registrati a Pescara – precisa la Regione Abruzzo – è anche legato al fatto che al Santo Spirito arrivino pazienti di altre zone. E nel capoluogo adriatico ci sono i primi segnali di sofferenza del sistema sanitario. Tra le Malattie infettive e la Rianimazione, è stata raggiunta la capienza massima per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva. Con criterio di somma urgenza, è stato quindi disposto il trasferimento di sette pazienti a Penne. Al Santo Spirito sono nove quelli intubati, il più giovane dei quali ha 39 anni. Sono in rianimazione e le loro condizioni sono giudicate gravi.
SERVONO RESPIRATORI. Proprio da Pescara, lancia l'allarme il direttore delle Malattie infettive, Giustino Parruti: «Abbiamo bisogno di ventilatori per le terapie intensive, quelli ordinati non arrivano. I pazienti che necessitano della terapia intensiva sono in aumento. Sono pochi anche i dispositivi di protezione individuale. Con un uso intelligente abbiamo autonomia per tre o quattro giorni. Anche in questo caso, il materiale è stato ordinato e speriamo che arrivi presto». Un appello cui fa eco quello del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael: «Servono mascherine, guanti, cuffie e tutti i dispositivi di protezione individuale. Siamo disposti ad acquistarli anche da aziende che abitualmente li utilizzano, ma in questo momento hanno il fermo produttivo», dice il manager, impegnato nel reperimento di presidi da destinare agli operatori sanitari. Ma i sindacati denunciano ritardi e presentano un esposto in procura. LE AREE A RISCHIO. Intanto si registrano i primi casi di infezione tra Pescara e Montesilvano, la cui origine è poco chiara: potrebbero indicare che il virus si sta diffondendo anche nell’area urbana pescarese. Altre situazioni su cui si concentrano le attenzioni degli esperti sono quelle di Ortona, dove, dopo la morte del 58enne di Villa Caldari risultato positivo al Covid-19, si sono registrati altri casi, e quelle di Città Sant'Angelo e Penne. Desta preoccupazione anche la situazione della Val Fino: piccoli paesi, pochi abitanti, ma già tre casi accertati ed alcuni sospetti. A Castiglione Messer Raimondo è morto il marito di una donna che è in isolamento perché aveva avuto contatti con un'anziana, risultata positiva, ora ricoverata a Teramo. Si sta valutando se effettuare il tampone sul cadavere. Per Penne e Città Sant'Angelo e per la vallata del Fino, visti i numerosi casi, il governatore Marco Marsilio ha chiesto al ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, maggiori restrizioni, simili a quelle attuate in Lombardia. «Ben venga che Marsilio abbia portato all'attenzione del Governo le nostre esigenze», dice il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D'Ercole, «la situazione è preoccupante. In questo momento, maggiori restrizioni per contenere il contagio possono essere determinanti».
IN AZIONE. Centinaia e centinaia gli operatori impegnati, in tutto l'Abruzzo, per fronteggiare l'emergenza. «Ringrazio tutti i volontari, i sindaci e il personale sanitario che stanno facendo un lavoro eccezionale», dice il coordinatore dell'Unità di crisi della Regione Abruzzo, Silvio Liberatore. QUI PESCARA. A Penne è stato sottoposto a tampone un 82enne morto in ospedale, dove era ricoverato per gravi patologie. Il risultato del test si saprà in giornata. A Civitella Casanova sono risultati positivi un uomo di 64 anni e una donna di 57. A Città Sant'Angelo i casi salgono a cinque: tra i diversi tamponi eseguiti, è risultato positivo quello di una persona connessa alla famiglia in cui già altri tre componenti hanno contratto il virus.
QUI L'AQUILA. È stato sottoposto a tampone un 60enne della provincia che presenta sintomi compatibili con quelli del Covid-19. Potrebbe essere entrato in contatto, nei giorni scorsi, con alcuni autotrasportatori provenienti da zone limitrofe a quelle maggiormente interessate dalla diffusione del coronavirus. Si attende l'esito dei test.
QUI CHIETI. Nel Chietino, l’ultima paziente risultata positiva al coronavirus è una donna di 30 anni per la quale non è stato necessario il ricovero in ospedale. Dieci le persone ricoverate a Chieti, due delle quali in netto miglioramento. Per due pazienti si è resa necessaria la respirazione assistita. A Vasto è stato ricoverato un 67enne e i pazienti salgono quindi a tre. QUI TERAMO. Sono sempre otto i pazienti positivi al Covid-19. La più grave è una donna, le cui condizioni sono critiche, ma stabili. Così come sono stabili le condizioni di due pazienti con la polmonite. C'è poi un caso sospetto all'ospedale di Giulianova: un uomo ricoverato per problemi renali è stato sottoposto a tampone; si attendono i risultati.