Crescono ricoveri e decessi: la terza ondata è da evitare

Sono 213 i nuovi casi, il tasso di positività è all’8,9%: più alto rispetto a poche settimane fa In una settimana 45 persone in più in ospedale, e nelle ultime ore le vittime sono state 12
PESCARA. Altri 12 morti, ricoveri in aumento, 213 nuovi casi, tasso di positività che resta al di sopra della media dei giorni precedenti al Natale e, ancora una volta, numero di tamponi analizzati inferiore agli standard raggiunti negli ultimi mesi.
I dati più recenti sull’emergenza coronavirus in Abruzzo, considerato il periodo festivo, con le strutture sanitarie che non operano a pieno regime, restano difficili da interpretare, ma sembrano confermare il graduale peggioramento cui si assiste dalla fine dell’anno.
ANCORA MORTI. Resta pesante il dato relativo ai decessi. Il bilancio delle vittime sale a 1.252. Sono 67 solo negli ultimi sette giorni. Salgono a 764 - cioè il 61 per cento del totale - se si considera la seconda ondata di contagi. I dodici decessi segnalati nell’ultimo bollettino della Regione Abruzzo, tre dei quali relativi ai giorni scorsi, ma comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 73 e 100 anni: sette in provincia dell’Aquila e cinque in provincia di Chieti.
Le nove vittime più recenti sono un 76enne e un 80enne di Sulmona, una 83enne e una 86enne di Vasto, un 85enne di Pizzoli, una 88enne di Lanciano, un 94enne di Rocca di Mezzo, una 95enne dell’Aquila ed una donna di cento anni sempre del capoluogo.
NUOVI CASI. I 213 nuovi casi accertati nelle ultime ore sono emersi dall’analisi di 2.392 tamponi: è risultato positivo l’8,9% dei campioni analizzati. Il tasso di positività, in calo rispetto ai valori allarmanti dei giorni scorsi, torna al di sotto del 10%, percentuale considerata soglia di allarme, ma è comunque superiore alla media delle ultime settimane, in cui c’erano stati cali addirittura fino a poco più del 3%.
Risale, rispetto ai circa mille di lunedì, il numero dei test eseguiti, ma il dato è comunque lontano dai 4.500-5.000 tamponi che rappresentavano lo standard prima delle festività. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di 9 mesi di Vasto e il più anziano una 97enne di Avezzano. Quelli con età inferiore ai 19 anni sono 26: uno in provincia dell’Aquila, 9 in provincia di Pescara e di Chieti, e 7 in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi del giorno è Ortona, con 24 contagi recenti. Seguono Roseto degli Abruzzi (18), Lanciano (16) e Pescara (13). A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra in provincia di Chieti, con 86 nuovi casi che fanno salire il totale a 7.562. Poi ci sono il Teramano, con 61 nuovi casi e 9.742 complessivi, il Pescarese (+34, totale 7.310) e la provincia dell’Aquila (+28, totale 11.211). A questi numeri si aggiungono 295 pazienti residenti fuori regione (-1) e 167 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza (+4).
Alla luce degli ultimi dati, il totale dei pazienti affetti da Covid in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza ad oggi sale a 36.287.
MALATI IN CALO. Dopo le fluttuazioni che hanno caratterizzato gli ultimi giorni, continua a scendere il numero degli attualmente positivi al virus: nelle ultime ore sono 111 in meno, per un totale di 11.094 persone. Contribuisce alla flessione del dato relativo ai malati il numero delle guarigioni, che continuano ad aumentare, passando dalle 23.629 di lunedì alle 23.941 di ieri, con un incremento di 312 unità.
GLI OSPEDALI. Continua a crescere, ormai da 7 giorni consecutivi, il numero dei ricoveri, dopo una riduzione costante andata avanti per circa un mese. Le persone ospedalizzate passano dalle 505 di lunedì alle 510 di ieri (+5). L’incremento, in una settimana, è stato di 45 unità.
In particolare, in terapia non intensiva ci sono 471 pazienti (+5 rispetto a lunedì); una settimana fa erano 36 in meno, cioè 435. In terapia intensiva ci sono 39 persone, dato invariato, rispetto a lunedì, al netto di dimissioni, decessi e due nuovi ricoveri; una settimana fa erano 35. Al momento sono occupati il 20,63% dei 189 posti letto di terapia intensiva disponibili e il 31,59% dei 1.491 posti letto di area medica, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 30 e del 40 per cento. La pressione degli ospedali è inferiore rispetto a fine novembre, quando si arrivò a 790 ricoveri, ma il timore degli addetti ai lavori è che i dati in graduale crescita possano fare da preludio ad una ripresa della circolazione del virus.

