Crisi, 150 lavoratori a rischio manifestano a Pescara / Foto

In piazza contro il rischio licenziamenti i dipendenti della Sixty di Chieti, della Icie di Loreto Aprutino e della Italcables di Cepagatti. Presenti anche i lavoratori della Icie di Termoli

PESCARA. Manifestazione dei dipendenti della Sixty di Chieti, della Icie di Loreto Aprutino (Pescara) e della Italcables di Cepagatti (Pescara), a Pescara. La protesta è contro il rischio licenziamenti. Circa 150 maestranze delle tre aziende hanno attuato anche un blocco del traffico, nella centrale piazza Duca d’Aosta, prima di arrivare sotto la sede del Consiglio regionale di Pescara. Alla Sixty di Chieti sono 400 i dipendenti che rischiano il licenziamento, oltre ad altri 300 dell’indotto, dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di una multinazionale asiatica.

«Attendiamo di incontrare il presidente della Regione, Gianni Chiodi - ha detto Marino D’Andrea della Rsu-Cgil - anche perché lunedì prossimo si terrà a Roma il quinto tavolo presso il ministero del Lavoro e per questo chiediamo garanzie ed un impegno da parte della regione».

Alla manifestazione ci sono anche 34 dipendenti della Icie di Termoli che da gennaio scorso sono senza lavoro dopo il blocco della produzione adottato dalla proprietà, la famiglia Pistilli di Termoli. La Icie (ex Abb) - specializzata nella realizzazione di quadri elettrici -, è stata ceduta nei mesi scorsi da una multinazionale ad un’azienda di Termoli (Campobasso), della famiglia Pistilli.

Presenti infine i lavoratori della trafileria Italcables (che produce quadri elettrici) che saranno in cassa integrazione fino al 23 di dicembre e rischiano il licenziamento dopo la decisione della proprietà di cessare l’attività aziendale. Gli operai da diversi mesi stanno presidiando a turno l’azienda.

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