Crisi Brioni, spunta un piano: «Riduzioni fiscali per il rilancio»

26 Novembre 2022

Il caso dell’azienda affrontato in consiglio comunale, presenti anche alcuni parlamentari abruzzesi Richiesto l’intervento della Regione per avviare una trattativa. La Cgil: «Vanno salvati i posti di lavoro»

PENNE. Le difficoltà occupazionali Brioni al centro di un consiglio comunale straordinario che, giovedì pomeriggio, ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei rappresentanti sindacali dei lavoratori e degli onorevoli Pd, Luciano D'Alfonso e Michele Fina e l'onorevole del Movimento 5 Stelle Daniela Torto. Alla fine dell'assise civica è stata approvata una mozione finalizzata ad attivare una commissione permanente, con incontri presso la Regione per affrontare la gestione dell’emergenza e progettare il rilancio dei settori produttivi; adottare iniziative mirate a favorire investimenti sul territorio comunale; e, infine, adottare iniziative per introdurre agevolazioni fiscali per le imprese del settore.
«Dal piano industriale 2021», ha spiegato Antonio Perseo (Cgil) , «hanno firmato il percorso di uscita volontaria 260 lavoratori, di questi poi 25 sono stati recuperati». «Ora l'azienda ha imposto una procedura unilaterale, un'azione patronale», ha detto ancora Perseo, che poi ha aggiunto. «Si sono persi 600 posti di lavoro, dalla chiusura del reparto donna a Congiunti ad oggi. Noi sindacati non abbiamo condiviso il piano industriale, abbiamo cercato di tamponare, con i nostri mezzi e con le nostre risorse la situazione, in modo particolare per ciò che concerne le procedure di non opposizione». «Adesso occorre aprire un tavolo con Kering e chiedere un piano industriale serio per Brioni», ha detto Antonio Perseo. «Qualora ci sia la volontà, qualora l'impresa non sia di plastica», ha detto il senatore Pd Luciano D'Alfonso, «ci sono una serie di strumenti che possono essere utilizzati in favore di uno sviluppo ed un miglioramento. Si può avere la Zes, Zona economica speciale, si può chiedere la zona a logistica semplificata. Lo dico alla Torto, a Fina, facciamo un emendamento di tutti i partiti e chiediamo una zona a logistica semplificata tipo quella che a Genova in ragione della caduta Ponte Morandi».
Nel prossimo consiglio comunale, inoltre, sarà discussa la mozione presentata dal gruppo di Penne prossima, quella di un progetto di produzione di energia elettrica - progetto di comunità che è stato già approvato e presentato alla Regione. «Si tratta di un documento completo che prevede già i siti per l’installazione di pannelli fotovoltaici per produrre così tanta energia da poter soddisfare al fabbisogno energetico del Comune di Penne e inoltre offrire un aiuto anche a terzi, quindi, anche all’azienda Brioni», hanno detto dal gruppo di Penne prossima. «Sulla questione Brioni, a mio avviso, si deve insistere sul fatto che l'azienda, che si è accordata con il Governo per pagare meno tasse, deve salvaguardare i posti di lavoro e non tagliare 250 lavoratori», ha detto il consigliere di Penne ribelle, Gabriele Frisa, che ha proposto il consiglio comunale straordinario aperto alle parole dei cittadini e dei sindacati. Dal 2009 ad oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Una situazione difficile per un intero territorio, che da sempre ha fatto della Brioni un polmone vitale per l’occupazione.