Crisi centrodestra: l’ora della verità domani in consiglio

L’AQUILA. Il momento della verità va in scena domani in Consiglio regionale. La crisi che si è aperta nel centrodestra per l’operazione Marcozzi si sta infilando in un vicolo cieco per Fratelli d’Ital...
L’AQUILA. Il momento della verità va in scena domani in Consiglio regionale. La crisi che si è aperta nel centrodestra per l’operazione Marcozzi si sta infilando in un vicolo cieco per Fratelli d’Italia, Forza Italia.
Marco Marsilio e Lorenzo Sospiri rischiano di consegnare su un piatto d’argento alla Lega di Luigi D’Eramo la vittoria politica dello scontro che si è aperto nella coalizione. La legge che modifica il regolamento consiliare, permettendo la nascita della sesta commissione permanente sul sistema idrico la cui presidenza andrebbe a Sara Marcozzi, passata di fatto in maggioranza, è stata inserita al punto sei dell’ordine del giorno. E su questo punto Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si giocheranno la partita cruciale. Con D’Eramo che ha indicato la via ai suoi cinque consiglieri di votare no. Mentre FdI e FI voteranno sì. Ma a decidere vincitori e vinti sarà il centrosinistra che, dal canto suo, ha l’occasione d’oro per spaccare il centrodestra a dieci mesi dalle elezioni regionali, ma finora non ha scoperto le carte. Se il centrosinistra deciderà di votare no alla nascita della commissione Marcozzi, come del resto faranno il Movimento cinque stelle e la Lega, la componente FdI e Forza Italia della maggioranza ne uscirebbe sconfitta sonoramente per 17 a 14, perché per l’approvazione occorrono 21 voti in prima convocazione. La stessa sorte ci sarebbe in seconda convocazione quando per approvare la legge bastano 16 voti, che FdI e FI comunque non hanno.
Le alternative sono due. La prima è quella del sì del centrosinistra. In questo caso la Lega ne uscirebbe sconfitta, decretando il de profundis per il suo leader in Regione, Luigi D’Eramo. La seconda è quella di imporre il voto segreto. Ma, a conti fatti, tutte soluzioni spaccherebbero in modo grave la maggioranza che riflette su un rinvio strategico. (l.c.)

