Crisi idrica, c’è l’esercito

Simulazione con una sala operativa e l’intevento di Alpini, Aca e Protezione civile
MONTESILVANO. Una sala operativa allestita a palazzo di città, un potabilizzatore di ultima generazione sul Saline per rendere utilizzabile l’acqua del fiume, biologi che analizzano sul campo i campioni di acqua e ne accertano la possibilità di utilizzo. E ancora autobotti da 8mila litri di capienza che “pescano” dalla conduttura all’incrocio tra via Verrotti e via Chiarini e in venti minuti sono pronte per servire le zone prive di acqua. Il tutto, sotto la regia del nono reggimento alpini dell'Aquila, in collaborazione con il corpo militare dell'Acismom, la Protezione civile regionale, l’Aca, l'Associazione nazionale alpini e il Comune di Montesilvano.
Sono questi gli strumenti in grado di far fronte a una possibile emergenza idrica nella città adriatica, testati ieri mattina nel corso di una maxi esercitazione durante la quale sono state simulate tutte le operazioni di assistenza alla popolazione. Gli «assetti pregiati», questo il nome tecnico, che normalmente vengono utilizzati nelle attività addestrative e operative del reggimento, sono stati schierati dall'esercito italiano a Montesilvano per volontà dell’amministrazione comunale che ha deciso di non farsi trovare impreparata davanti a eventuali carenze idriche che rischiano di verificarsi in estate.
«I montesilvanesi non devono allarmarsi», ha chiarito il sindaco Ottavio De Martinis, «perché non è detto che questa emergenza si verificherà, anzi speriamo proprio il contrario. Ma qualora dovesse capitare, ora siamo pronti per intervenire nella maniera più tempestiva ed efficace possibile». Ed è proprio per questa ragione che, con il supporto del nono reggimento, al comando del colonnello Gianmarco Laurencig, e la collaborazione dell’Aca, l’esercitazione si è svolta nella maniera più verosimigliante possibile rispetto allo scenario che potrebbe verificarsi. «Sono occasioni importanti per testare modalità d’impiego di uomini e mezzi e correggere eventuali dettagli», ha aggiunto l’assessore alla Protezione civile Lino Ruggero. Soddisfatto anche il direttore dei lavori dell’area metropolitana dell’Aca, Mario D’Aurizio. «È stata una mattina utilissima per approntare tutte le misure utili a superare eventuali carenze idriche», ha commentato. «Stiamo lavorando intensamente sulla rete idrica al fine di evitare il ripetersi di criticità come quelle passate, ma in un contesto climatico che non consente l’ottimale alimentazione invernale delle falde acquifere in quota, dobbiamo essere pronti a fare in modo che i disagi per la popolazione siano i minori possibili». D’Aurizio ha annunciato anche come l’obiettivo dell’Aca, attraverso risorse del Pnrr, sia quello di raddoppiare la conduttura sulla Vestina e di realizzarne una nuova nella zona del lungofiume per sopperire alle carenze che spesso interessano proprio i quartieri di Villa Carmine e Ranalli. L’invito rivolto dall’Aca e dal Comune, in particolare ai condomini, tuttavia, è anche quello di provvedere all’ampliamento dei serbatoi poco capienti. (a.l.)

