Crisi idrica, i lavori costano un miliardo

D’Amico incalza il centrodestra: «I fondi a disposizione coprono solo il 30% del fabbisogno, mancano oltre 600 milioni»
PESCARA. Novantatré interventi per una spesa totale di 935 milioni di euro, lievitata a un miliardo negli ultimi mesi. Ma la copertura con fondi Fsc, Fesr e Pnrr si ferma al 30% del fabbisogno: all’appello mancherebbero più di 600 milioni di euro.
Sull’emergenza idrica si accende un nuovo scontro politico tra Luciano D’Amico, leader dell’opposizione in Consiglio regionale e la maggioranza di centrodestra guidata del governatore Marco Marsilio.
IL DOCUMENTO.
D’Amico mostra le carte 48 ore dopo le commissioni consiliari Agricoltura e Ambiente e Territorio che hanno cominciato ad affrontare il grave problema dell’acqua dispersa, delle condutture colabrodo e dei rubinetti a secco.
Il piano degli interventi è riassunto in un allegato di una delibera di giunta, che riassumiamo nella tabella pubblicata a destra. I lavori e i relativi fabbisogni sono suddivisi tra enti gestori, sotto la supervisione dell’Ersi (Ente regionale per il servizio idrico integrato), e si distinguono i tre categorie: adeguamento e/o potenziamento dell’acquedotto; ricerca perdite e/o efficientamento reti distribuzione; ottimizzazione sistemi gestionali.
I più costosi sono i seguenti: nel sub Ambito Teramano, ente gestore Ruzzo Reti, 60 milioni di euro per il “Recupero perdite di rete - realizzazione di serbatoi di accumulo e di rete interne distributrici nei comuni costituenti la città lineare della costa teramana (fabbisogno originario 100 milioni)”; e “recupero perdite di rete - rifacimento e potenziamento di adduttrici intero comprensorio” in due tranche da 43 e 40 milioni.
Nel sub Ambito Marsicano, ente gestore Cam spa, “Interventi di ripristino di tratti di rete distributrici a carattere emergenziale”, 45 milioni (ricognizione originaria euro 60 milioni). Nel sub Ambito Chietino, ente gestore Sasi spa, “Interventi di ripristino di tratti delle reti distributrici a carattere emergenziale”, 46,5 milioni di euro (Ricognizione originaria 80 milioni)”. Infine nel sub Ambito Pescarese, ente gestore Aca spa, “2° Lotto - potenziamento acquedotto Giardino -Tratto Chieti - Pescara: sostituzione adduttrice Giardino obsoleta in cemento con nuova condotta in acciaio”, 30 milioni di euro.
L’ATTACCO.
«L’emergenza idrica in Abruzzo è un fatto, così come è un fatto che per garantire un efficace servizio idrico servono investimenti, che la stessa Regione ha stimato per un fabbisogno di circa un miliardo di euro. Di questi, anche grazie al Pnrr, sembra che siano stati finanziati e assegnati poco meno di 380 milioni, pari al 30% dell’occorrente. Alla luce di questi dati è chiaro che bisogna passare dalla fase dei progetti di massima a quella delle azioni concrete, per dare risposte celeri e risolutive ai cittadini vivono quotidianamente gravi disagi». Così ha affermato è il D’Amico nel corso della Commissione congiunta sull’emergenza acqua.
«Sono sei anni che il centrodestra è alla guida della Regione e, nonostante le faraoniche asserzioni in campagna elettorale», attacca l’avversario di Marsilio, «in cui sottolineava di “aver portato l’acqua in Abruzzo”, non è ancora chiaro cosa è stato fatto di concreto e, soprattutto, cosa si intende fare nei prossimi anni per risolvere un’annosa questione che colpisce più settori, dall’agricoltura al turismo, oltre che la qualità della vita degli abruzzesi. È evidente», conclude D’Amico, «che anche le società di gestione soffrono la mancanza di certezza negli investimenti e di un vero piano di priorità che la Regione fatica a stilare».

