Crisi idrica, l’appello del prefetto «Ora servono soluzioni concrete»
PESCARA. Emergenza idrica, soluzioni concrete cercasi. Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune di Pescara, il sindaco Carlo Masci ha riunito in un vertice “plenario” il prefetto Flavio Ferdani,...
PESCARA. Emergenza idrica, soluzioni concrete cercasi. Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune di Pescara, il sindaco Carlo Masci ha riunito in un vertice “plenario” il prefetto Flavio Ferdani, l’Aca e tutte le associazioni di categoria e di tutela dei cittadini-consumatori. Ognuno ha esposto le proprie idee, ma anche dubbi e spunti polemici. Sindaco e prefetto hanno raccolto tutti gli interventi per sintetizzare il tutto e provare ad intervenire sia nell’immediato che nel futuro. «Ci deve essere una vicinanza istituzionale per cercare di risolvere il problema della crisi idrica. Dobbiamo fare appello al senso di collaborazione dei cittadini e individuare nell'immediato, come istituzioni, soluzioni concrete per la città», ha detto Ferdani. Presenti rappresentanti di Adiconsum, Codici Abruzzo, Casartigiani, Confartigianato Pescara e Chieti, Confcommercio, Sib (balneatori), Anaci (amministratori di condominio), Associazione Schierarsi, Confesercenti, Cruc Abruzzo, Unai, Asl. Le associazioni di categoria si sono impegnate a sensibilizzare gli associati ad installare serbatoi e impianti di autoclave per garantire sempre la presenza dell'acqua, durante l'emergenza, in un'ottica di collaborazione.
Le idee presentate? Istituire un tavolo permanente sulla crisi idrica a livello regionale e nelle città più popolose d’Abruzzo; completare la dotazione di autoclave nei condomini; ridurre gli sprechi con una nuova educazione al consumo consapevole di acqua; ammodernare la rete idrica con lavori sia urgenti che programmati per ridurre al massimo le perdite e gli abusivismi, questi ultimi autentica piaga di cui si parla poco.
«Pensiamo ad una riqualificazione delle condotte partendo da una mappatura generale, poi dalla creazione di “distretti”: questo servirebbe per intervenire con precisione nei punti critici. Cerchiamo soluzioni a lungo termine, non per fare notizia in questo momenti di emergenza. Vogliamo dare risposte per i prossimi quarant’anni. Con la sostituzione dei tutti i contatori ridurremo le perdite del 35% entro la fine di quest’anno», ha detto il direttore generale di Aca, Marco Santedicola, presente assieme al direttore generale Lorenzo Livello e al membro del cda Pierpaolo Canzano. L’Aca combatte anche contro i furbetti dell’acqua: scovate negli ultimi giorni tante “perdite” che in realtà erano deviazioni abusive della rete per servire strutture e aree agricole private. Intanto è ancora aperto il bando della Regione (Ersi) per l’acquisto di autoclave . I fondi sono ancora disponibili, anche se le domande vanno a rilento (dopo che a marzo il bando era andato già deserto). Il presidente di Aca Giovanna Brandelli, presente in video collegamento: «Abbiamo delle scadenze per intervenire su tutti i 3500 chilometri di rete. Sono stati effettuati lavori importanti sui depuratori, andandone ad aumentare l’efficienza, consentendo a Pescara di ottenere la bandiera blu».
Luigi Di Corcia, rappresentante di Acu (associazione consumatori utenti) Abruzzo: «Bisogna istituire il tavolo regionale sull’emergenza idrica che lavori tutto l’anno per sensibilizzare i cittadini, affrontare i problemi quando sono urgenti e pianificare interventi in anticipo per evitare la criticità». Marco Pierotti, rappresentante degli amministratori di condominio, ha presentato un decalogo antispreco per tutti i suoi associati. «Il 20% dei condomini della città è senza autoclave. C’è un bando regionale, ma ne sono a conoscenza in pochi...».
Confartigianato ha fatto presente che sono 294 le imprese che operano nei comparti manifatturieri con la maggiore intensità di utilizzo dell'acqua, a rischio emergenza (sono 887 gli addetti). E sono 498 le imprese operanti nei settori con la maggiore intensità di utilizzo dell’acqua, con 5.128 addetti. Per Confartigianato era presente il presidente della categoria Commercio, Niki Sprecacenere: «Dopo anni di allarmi e proclami non abbiamo visto interventi significativi. Siamo amareggiati perché settimanalmente viene pubblicato un calendario delle chiusure o delle riduzioni di erogazione, ma puntualmente non viene rispettato». (o.d.a.)

