Crisi sociale, a rischio le periferie

Domani a Chieti il convegno con Savina, il superpoliziotto che arrestò Brusca
CHIETI. “Il ruolo del volontariato sociale nelle periferie cittadine” è il titolo del convegno che si terrà domani a Chieti, dalle 10.30, nella sala consiliare della Provincia, in corso Marrucino.
Cosa fare per migliorare la qualità nella vita nelle periferie? Come intervenire in zone cui spesso mancano servizi sociali e presidi di prevenzione della legalità? Sono domande attuali nell’ottica di emergenze legate alla crisi economica e alla difficile scommessa dell’integrazione sociale. Tra i relatori, il prefetto emerito Luigi Savina, già vice capo della Polizia di Stato, che torna nella sua città per raccontare un’esperienza professionale particolarmente significativa. Da investigatore in prima linea nella lotta contro la mafia, Savina, nel 1996, arrestò nella periferia di Agrigento il boss e killer di “Cosa nostra” Giovanni Brusca, autore della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Negli anni successivi, prima di ricoprire il ruolo di numero due della polizia, Savina è stato questore di Milano dove, attraverso un lavoro di prevenzione primaria, ha contribuito al recupero sociale delle periferie della capitale economica d’Italia. Al convegno interverranno Paola Di Pietrantonio, commissario capo della Questura di Chieti, Marialaura Di Loreto, sociologa e presidente della cooperativa Alpha, Mara Maretti, docente nel dipartimento di Scienze giuridiche e sociali della D’Annunzio e Pasquale Elia, psicologo e presidente Erga Omnes, l’associazione che ha organizzato l’incontro patrocinato dall’Ateneo, la Provincia di Chieti, l’Associazione nazionale carabinieri, e moderato da Lorenzo Colantonio, giornalista del Centro. (u.c.)

