«Cristian, una morte evitabile Troppe tragedie nell’edilizia»

PESCARA. «Quella dei morti sul lavoro in edilizia deve diventare "un'emergenza nazionale" da affrontare con le dovute precauzioni. Non abbiamo più parole per manifestare l'orrore, il dolore e tutta...
PESCARA. «Quella dei morti sul lavoro in edilizia deve diventare "un'emergenza nazionale" da affrontare con le dovute precauzioni. Non abbiamo più parole per manifestare l'orrore, il dolore e tutta la rabbia per l'ennesima vita persa sui cantieri».
Le parole di Dovi Aloumon, segretario generale della Fillea Cgil Pescara, sono un richiamo duro e perentorio a far sì che non ci siano altre vite da piangere come quella di Cristian Ruggieri, il 31enne operaio di Elice, papà di un bimbo piccolo e con un altro figlio in arrivo dalla sua compagna Barbara, che ha perso la vita mercoledì scorso sull’A24, all’altezza di Tivoli, travolto da un Tir appena sceso dal proprio camion. Ruggieri era iscritto alla Fillea Cgil.
«È l'ennesima tragedia che lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia, alla quale la Fillea Cgil di Pescara esprime profonde e sincere condoglianze, solidarietà e vicinanza. Le morti sul lavoro in edilizia stanno diventando una strage. Non è concepibile morire di lavoro e non devono essere richiamati il caso o la fatalità per giustificare questa mattanza. Se il lavoro non c'è o manca, il poco che c'è non deve fare male. La crisi dell'edilizia ha messo in luce la scarsa partecipazione ai processi di sicurezza e legalità. Il combinato disposto di lunghi anni di crisi che hanno flagellato il settore delle costruzioni e la scelta compiuta, non solo di alcune imprese ma anche a livello politico e legislativo, di abbassare le tutele dei lavoratori, rischia di avere pesanti ricadute sulle questioni relative alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro».
Aloumon fissa le coordinate: «Occorre un'attenzione particolare sul tema della sicurezza sul lavoro nei cantieri stradali, con particolare riferimento alla sicurezza nel lavoro per le attività che si svolgono in presenza di traffico veicolare, quindi ai cantieri mobili di manutenzione della rete stradale; serve un'applicazione stringente dei criteri minimi di sicurezza per l'apposizione della segnaletica e la formazione; un potenziamento più generale e coordinato dei sistemi di controllo istituzionali; attivare forme preventive più efficaci, riconoscendo il contributo positivo che potrebbe essere assicurato dagli organi di polizia stradale che sono soggetti che per primi intervengono in caso di incidente stradale. Occorre rafforzare il sistema di qualificazione delle imprese chiamate, attraverso affidamenti, anche da parte dei grandi committenti pubblici, a eseguire le diverse attività in presenza di traffico veicolare».
Ad aprile si è celebrata la giornata mondiale per la salute e sicurezza su lavoro. «Purtroppo si è trattato di una celebrazione che, per sua natura, dura poche ore: quelle che servono a politici e imprese per fare un commento a margine di un convegno in cui si fa appello a una più significativa e incisiva sensibilità rivolta alla tutela dei lavoratori. Cala il sipario e si ricomincia a morire da Nord a Sud del Paese in una tragedia che si consuma nel quasi totale silenzio. Una pericolosa indifferenza che si trascina fino a fine anno, quando l'identità delle vittime si fonde in un unico e insopportabile dramma».
Una tragedia che racconta di 641 vittime registrate sul lavoro in Italia da gennaio a dicembre 2016, di cui il 20% nel solo settore dell'edilizia. Da inizio 2017 a oggi si registrano oltre 190 incidenti mortali sul lavoro di cui circa 50 nel solo edile. «Questi freddi numeri non raccontano le tragedie individuali di chi resta: delle famiglie, degli amici, dei colleghi di lavoro, che rimangono da soli affrontando per sempre il dolore e la perdita di uno come Ruggieri, uscito di casa la mattina presto per andare al lavoro e guadagnare il pane per la famiglia e che non ha più fatto rientro. Non smetteremo mai di esprimere dolore di fronte a questa tragedia. Un pensiero e un abbraccio forte al collega di Cristian che lo ha soccorso».

