Crivelli: stupito da inchieste nate da voci

SANT’EUFEMIA. «Nell’interrogatorio ho dichiarato di non ricordare alcun dialogo avuto con il carabiniere». A parlare è il sindaco di Sant’Eufemia Francesco Crivelli ascoltato in veste di testimone...
SANT’EUFEMIA. «Nell’interrogatorio ho dichiarato di non ricordare alcun dialogo avuto con il carabiniere». A parlare è il sindaco di Sant’Eufemia Francesco Crivelli ascoltato in veste di testimone nell’inchiesta su un carabiniere denunciato dal presidente della Camera di commercio Daniele Becci, a sua volta sotto inchiesta a Sulmona per un appalto. Il sindaco era stato chiamato dal magistrato a riferire su un dialogo avuto con un militare. «Sono certo che se fossi stato a conoscenza che i contenuti di un eventuale dialogo fossero stati necessari per delle indagini, non avrei mai attestato l'esistenza di legami “particolari” tra la ditta Becci e Mario Crivelli (non parente del sindaco), in quanto non lo ero e non ne sono a conoscenza». Al magistrato, il sindaco (non indagato, ndr) ha spiegato che il legame tra la ditta di Becci e l’ex tecnico del Comune di Ateleta Mario Crivelli era una «chiacchiera da bar». E, oggi, il sindaco aggiunge: «Ho ricevuto una richiesta da parte dei carabinieri di Caramanico Terme di produrre documentazione attestante i rapporti tra alcune ditte, tra cui quella di Becci e il Comune di Sant’Eufemia durante il periodo in cui Mario Crivelli era sindaco. A tale richiesta, ho dato seguito. A oggi», conclude il primo cittadino, «sono “meravigliato” della superficialità con la quale eventuali “chiacchiere da bar” possono far avviare procedimenti giudiziari che rischiano di minare la reputazione e i rapporti di persone che fino a prova contraria sono da considerarsi innocenti».
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