Croazia, il collegamento non ci sarà

1 Giugno 2022

Ha risposto al bando solo una compagnia, ma è disponibile dal 2023

PESCARA. Questa estate non sarà effettuato il collegamento via mare con la Croazia, dal porto turistico di Pescara. Ieri alle 14.00, è scaduto infatti l’avviso pubblico della Camera di Commercio Chieti - Pescara per il contributo a sostegno del collegamento, ed è «pervenuta un'unica manifestazione di disponibilità per il triennio 2023/2025», annuncia proprio l’ente camerale. «Rimane, dunque, scoperto il servizio di collegamento per quest’anno ma, quanto prima, i partner del progetto si riuniranno in un tavolo tecnico per definire, sin da ora, la riattivazione di un nuovo bando per il triennio 2023/2025».
Per cogliere l’obiettivo di riattivare il servizio, interrotto da anni, è stata promossa negli ultimi mesi una corsa contro il tempo, per concludere l’iter nel periodo più breve possibile, promuovere il bando e dare il via al collegamento per la stagione estiva. Ma non è stato sufficiente e se ne riparlerà la prossima estate. Il bando era stato pubblicato il 9 maggio scorso dalla Camera di Commercio che ha fatto da coordinamento tra tutti gli enti. L’obiettivo era quello di individuare una compagnia di navigazione interessata ad assicurare la tratta - da Pescara per uno o più porti della Croazia - almeno due volte alla settimana, di cui almeno una andata e ritorno tra il venerdì e la domenica dal primo luglio 2022 al 4 settembre 2022 e per i successivi due anni, quindi fino al 2024, dal 15 giugno al 15 settembre. Ma per la compagnia che si è fatta avanti, già impegnata in Adriatico, ci sarebbe stato troppo poco tempo per programmare tutto.
Era stato previsto un contributo dell’ente camerale di 200mila euro per la compagnia aggiudicataria. Tra i requisiti richiesti la disponibilità di imbarcazioni idonee per il trasporto di passeggeri con una capacità minima non inferiore a 300 persone. La partenza sarebbe avvenuta da una banchina del porto turistico Marina di Pescara, della lunghezza di 85 metri, la cui profondità del fondale sarebbe stata adeguata prima dell’inizio del servizio alla quota di 3-5 metri livello medio mare. (f.bu.)