Croce rossa: la nuova sede e «le bugie della politica»

Il presidente Nieddu: «Alla fine siamo stati noi a trovare la soluzione»
PESCARA. «Alla fine non c’è stato nessuno sfratto, in quattro giorni ho risolto il problema della sede senza che i volontari fossero umiliati a protestare con la divisa della Croce Rossa. La Croce Rossa è una cosa seria e i volontari hanno la loro dignità».
Per quanto non voglia polemizzare, il presidente della Croce Rossa Fabio Nieddu ha inaugurato ieri la nuova sede di via Andrea Doria - 1.700 euro di affitto per 190 metri quadrati e circa 400 volontari - tirando fuori tutte le carte di questa imbarazzante vicenda. Imbarazzante per la città che ha dovuto assistere a tutto il cancan successivo allo sfratto dalla sede di via Avezzano; per la politica che quando non ha creato problemi non ha aiutato a risolverli e per chi, come è emerso dagli atti che ha reso pubblici Nieddu, ha detto cose che non corrisponderebbero esattamente alla realtà dei fatti. Ed è proprio da qui che Nieddu è ripartito, da quanto dichiarato dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore al Patrimonio Gianni Teodoro lo scorso 10 aprile quando, con lo sfratto dalla Provincia fissato al 17 aprile, alla Croce Rossa che continuava a auspicare soluzioni, pronta a saldare i 25mila euro di morosità maturati tra il 2012 e il 2014 dal comitato provinciale di cui non era ancora responsabile Nieddu, hanno tirato in ballo la delibera di giunta del 3 settembre 2015. La delibera con cui l’amministrazione comunale metteva a disposizione della Croce rossa l’intero plesso dell’ex scuola Villa Fabio di via del Circuito, «869 metri quadrati di locali per 14,448 euro di canone annuo a carico della Croce rossa, cioé 1.204 euro al mese». Delibera a cui, come ricordavano una settimana fa sindaco e assessore, «seguì un altro atto della giunta, il 13 dicembre 2016, con cui si rivedevano i termini della locazione dopo che la Croce rossa chiedeva «la concessione della porzione di fabbricato posto al primo piano del plesso scolastico. Noi siamo fermi a quella data», hanno scritto Alessandrini e Teodoro, «da allora ad oggi la Croce rossa non ha manifestato alcun tipo di diniego rispetto alla soluzione trovata». E invece Nieddu ieri ha dimostrato con i documenti quello che ha poi detto a parole: «Non solo mi sono fatto vivo, ma ho detto in più di un’occasione che quella sede non era idonea nè da un punto di vista pratico nè da un punto di vista economico». Da una parte la carenza di parcheggi per le 4 ambulanze, il pulmino e il carrello per le attrezzature di protezione civile della Cri; le criticità per le entrate e le uscite delle ambulanze in quel punto di via del Circuito dove sarebbe stato necessario l’installazione di due semafori; la carenza di parcheggi per i volontati e la necessità di separare il primo piano della Croce rossa dal piano terra assegnato a dicembre 2016 al progetto “Lo Spaz”; dall’altra costi di insediamento che avrebbero costretto la Croce rossa a sobbarcarsi un finanziamento per le spese di messa norma e ristrutturazione della porzione di edificio per un importo valutato dai tecnici di circa 60mila euro. «Uno sforzo economico che rischiavamo di veder vanificato», ha spiegato Nieddu, «in virtù della clausola dell’amministrazione che ci imponeva la restituzione dell’immobile entro 180 giorni da un’eventuale richiesta».
Motivazioni su cui Nieddu, da quando si è reinsediato alla guida della Croce Rossa il 24 marzo del 2016 trovando debiti per circa 41mila euro, ha ripreso a confrontarsi con Comune e Provincia proprio sulla soluzione della sede di Villa Fabio. Sulla base dell’accordo sottoscritto dal commissario della Croce rossa Matteo Mattioli che lo aveva preceduto e sfidato alle elezioni per la presidenza (sostenuto da Veronica Teodoro, volontaria Croce rossa e allora assessore al patrimonio del Comune), secondo cui la Cri pescarese metteva a disposizione del Comune il terreno della Madonnina in cambio della sede di Villa Fabio. Ma dimenticando, come fece rilevare lo stesso Nieddu, che quel terreno non era della Croce rossa provinciale ma di quella nazionale. Nieddu lo fa presente il 28 luglio del 2016, dopo il sopralluogo di 20 giorni prima, al sindaco, al presidente della Provincia Di Marco e per conoscenza al presidente della giunta regionale D’Alfonso, ricordando anche «il grave disavanzo ereditato dalla precedente gestione» poi risanato a fine 2016 con un più 30mila euro in bilancio.
Passa qualche mese e il 4 gennaio 2017 l’amministrazione comunale che vuole ampliare il Museo del Mare, per mano del sindaco scrive alla Croce Rossa nazionale chiedendo il terreno della Madonnina, «fermo restando l’impegno a mettere a disposizione un immobile utile per la nuova sede provinciale della Croce Rossa». Ancor più chiaramente lo dice il vice sindaco Antonio Blasioli nel consiglio comunale dell’11 maggio 2017 quando, a proposito del museo del Mare, parlando del terreno della Croce Rossa nazionale ribadisce la necessità di trovare una sede per la Croce rossa di Pescara: «Ci abbiamo provato nei mesi scorsi anche con la sede di Villa Fabio, salvo poi accorgerci anche con i loro tecnici che quella è una sede che poco soddisfa le esigenze di celerità della Croce rossa. È necessario trovare una nuova sede». Niente.
Nieddu torna a scrivere al sindaco e a Di Marco il 28 novembre scorso quando, dopo una breve sintesi di quanto già detto, gli ricorda l’impegno dell’amministrazione a trovare una nuova sede della Croce rossa: «L’azione esecutiva promossa dalla Provincia ci porterebbe in mezzo alla strada». Tant’è. Neanche l’ultima lettera inviata da Nieddu il 5 aprile ai consiglieri provinciali riesce a far tornare Di Marco sui suoi passi e ad accettare il saldo dei 25mila euro. Di Marco non accetta perché nei locali di via Avezzano vuole farci il centro operativo di protezione civile, il Cop. «Ma che cos’é?» chiede Nieddu, «non esiste nella nomenclatura di protezione civile un acronimo simile. E poi a quale titolo Di Marco lo costituirebbe, se dal 4 novembre 2016 le funzioni di protezione civile sono passate dalla Provincia alla Regione?».

