Croce Rossa sfrattata

22 Gennaio 2017

Il tribunale: non pagati alla Provincia 21.300 euro di affitto

PESCARA. Dal 17 febbraio prossimo, la Croce Rossa di Pescara dovrà lasciare la sede di via Avezzano, dove attualmente è ospitata, di proprietà della Provincia. Lo ha deciso un’ordinanza del tribunale di Pescara, del 17 gennaio scorso, che ha convalidato lo sfratto proposto dalla Provincia per morosità.

Secondo la Provincia, assistita in giudizio dall’avvocato Silvio Angiolelli, ipotesi ora attestata anche da una decisione del tribunale, la Croce Rossa di Pescara non avrebbe pagate le mensilità concordate per un totale pari a circa 21.300 euro di affitto, cifra per la quale nell’ordinanza è ingiunto il pagamento, oltre che delle spese di giudizio, pari a 2400 euro, e degli accessi di legge. Il calcolo sarebbe desunto dalla concessione in locazione, partita nel 2003, la quale prevedeva un canone di 8.000 euro circa all’anno, da versare ogni sei mesi.

Dunque, la Croce Rossa di Pescara, fra poco meno di un mese, a meno che non ci sia un rilascio spontaneo, dovrà, per via di un’esecuzione forzata, lasciare via Avezzano. Una querelle che si protrae da tempo, tra Provincia e Croce Rossa di Pescara, tanto che, già nell’agosto del 2015, attraverso un protocollo di intesa, si era stabilito che i locali di via Avezzano sarebbero dovuti essere destinati a fini istituzionali, considerando, però, la possibilità di non lasciare la Croce Rossa senza una sede. D’accordo con il Comune (della vicenda si era occupata l’allora assessore al Patrimonio, Veronica Teodoro), la Provincia avrebbe deciso di proporre il trasferimento alla Croce Rossa nel locale di un ex istituto scolastico, in via del Circuito.

L’assegnazione dei nuovi locali fu stabilita dalla Provincia nel settembre del 2015. Un’ordinanza di convalida, quella decisa dal tribunale nei giorni scorsi, che però ha colto di sorpresa il presidente (da marzo 2016) dell'associazione Croce Rossa (la nuova veste giuridica di quella che prima era il Comitato provinciale), Fabio Nieddu. «Io, formalmente», ha sottolineato Nieddu, che è anche avvocato e rappresentante legale dell’associazione Croce Rossa, «non ho ricevuto nulla e voglio credere che non sia vera questa notizia. Pertanto, non so quale sia il provvedimento. Quello che abbiamo ricevuto è stata una richiesta, da parte della Provincia, di una richiesta, da parte dell’ente, su una presunta morosità. Ma noi abbiamo pagato», replica il presidente dell’associazione della Croce Rossa, «tutto il 2016, forse manca solo la mensilità di dicembre, per un totale di circa 6.000 euro. La cifra è stata versata attraverso un bonifico. E poi, ripeto», osserva il presidente dell’associazione, «io, Fabio Nieddu, rappresentante legale dell’associazione Croce Rossa, non ho ricevuta alcuna intimazione giudiziale, ma solo una lettera stragiudiziale, alla quale è seguito il bonifico, di cui parlavo prima, da parte nostra. Ma se ciò dovesse accadere, provvederò a difendere la Croce Rossa di Pescara di fronte al giudice competente. Certo, se fossimo stati sfrattati, si sarebbe toccato il fondo, poiché sarebbe amareggiante per tutti i volontari della Croce Rossa, visto tutto quello che fanno, essere sfrattati e ricevere questa notizia da un giornale, proprio mentre siamo in piena operatività per il disastro riversatosi sulla nostra regione. Inoltre», ha concluso Nieddu, riferendosi al presidente della Provincia, «Di Marco dovrebbe sapere che è in corso col Comune un’interlocuzione per trovare un’alternativa idonea allo svolgimento dei tanti servizi che doniamo alla collettività, quindi davvero non comprenderei il senso di uno sfratto».

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