Crollo degli artigiani: perso il 29,3 per cento

20 Agosto 2024

Lo studio elaborato dalla Cgia di Mestre. Pescara seconda provincia in Abruzzo con il dato peggiore

PESCARA. In undici anni, la città ha perso 2.844 artigiani, passando dal 9.696 del 2012 ai 6.852 del 2023, con una percentuale pari al -29,3 per cento. Il dato pescarese è stato estrapolato dallo studio elaborato dalla Cgia di Mestre, sulla base di dati Inps e Infocamere e colloca la provincia pescarese al secondo posto in Abruzzo, dopo quella teramana (-30.6%), con il peggior decremento .
Un dato sul quale interviene Confartigianato, con il presidente provinciale, Giancarlo Di Blasio, che dice subito: «Si scontano certamente due importanti periodi di crisi economica, che hanno pesato sulle attività, ma non è questo l'unico aspetto da considerare. In realtà volendo utilizzare un concetto onnicomprensivo quello che manca è la progettualità».
«Si è interrotto quel circolo virtuoso che alimentava la qualità e la quantità delle piccole e microimprese», spiega Di Blasio, «e questo ha provocato scelte anche da parte dei giovani e delle loro famiglie che non hanno guardato più alla validità di una formazione qualificata. E così alcuni settori sono rimasti ormai totalmente sguarniti, con lavori importanti, anche dal punto di vista sociale, che finiscono per essere effettuati in nero, come ripiego e soprattutto senza competenze. Da tempo Confartigianato Pescara ha lanciato l'allarme e da altrettanto tempo ha ipotizzato anche soluzioni, attraverso campagne mirate. Siamo andati nelle scuole a spiegare le opportunità offerte dal lavoro artigiano, anche nei settori dell'innovazione e della creatività, penso al web design e alla moda, soltanto come esempio, ma anche all'hospitality di qualità. Al lavoro dipendente come all'autoimprenditorialità. Abbiamo rilanciato più volte la necessità di tornare a una formazione attraverso le botteghe scuola, che erano il luogo in cui effettivamente venivano trasferiti i saperi artigiani. Sono passaggi fondamentali che servono a ricreare una cultura positiva rispetto a determinati lavori». E interviene il direttore provinciale Fabrizio Vianale: «Non vanno sottovalutati i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso gli acquisti online che non sempre sono più economici, ma che soprattutto non consentono quel contatto diretto e immediato in caso di necessità di assistenza. Non sottovalutiamo poi l'importanza di presenza di negozi nei centri urbani per quanto riguarda la sicurezza: ogni vetrina che si abbassa è una luce che si spegne. Credo che tutti questi elementi», conclude Vianale, «meritino una riflessione che conduca fino a una strategia di rilancio dell’artigianato che coinvolga con determinazione tutti gli attori politici, economici e sociali della provincia. Con iniziative concrete».
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