Crox, ucciso da due coetanei: prima richiesta di abbreviato ma con la perizia psichiatrica

15 Ottobre 2024

Istanza presentata dai legali del ragazzo che ha colpito per primo Christopher Dunque niente più giudizio immediato il 12 febbraio, sarà fissata un’altra data 

PESCARA. Niente più giudizio immediato (il 12 febbraio) per uno dei due assassini di Christopher Thomas Luciani, il 16enne ucciso da due coetanei con 25 coltellate il pomeriggio del 23 giugno scorso nel parco Baden Powell di via Raffaello per un debito di circa 300 euro che la vittima aveva per questione di droga proprio con chi oggi vuole essere giudicato in abbreviato. I legali del figlio dell’avvocatessa, Massimo Galasso e Roberto Mariani, ieri mattina hanno infatti depositato al tribunale dei minori dell’Aquila l’istanza di rito abbreviato per il loro assistito: una richiesta che sposta automaticamente il procedimento davanti al gup che ora dovrà fissare la data dell’udienza. Un passaggio quasi scontato viste le prove acquisite durante la rapida inchiesta del procuratore David Mancini e della sostituta Angela D’Egidio i quali, proprio per questo motivo, avevano saltato la fase preliminare chiedendo il giudizio immediato.
PERIZIA PSICHIATRICA I legali hanno però subordinato il rito alternativo (che prevede una riduzione di un terzo della pena) a una perizia psichiatrica che potrebbe ulteriormente ridurre la quantificazione della pena. Una richiesta supportata da una perizia di parte che metterebbe in evidenza una situazione psichica dell’imputato piuttosto delicata, anche alla luce di un presunto tentato suicidio che si verificò un paio di anni fa, quando il ragazzo si gettò dal ponte del mare (anche se qualcuno parlò di un tragico gioco). Rito abbreviato peraltro possibile soltanto per la minore età dell’imputato, per il quale, pur in presenza di un’accusa di omicidio premeditato corredato da un paio di pesanti aggravanti come i futili motivi e la crudeltà, non prevede la pena dell’ergastolo. Ed è solo per questo motivo che è possibile chiedere questo rito alternativo. Affrontare un regolare processo con una serie di testimonianze difficili da superare non avrebbe avuto senso da un punto di vista processuale. Non solo. A rendere indifendibile la posizione dell’imputato ci sono poi due ostacoli forse insormontabili. Uno riguarda i risultati dell’autopsia che, senza ombra di dubbio affermano che i colpi mortali sarebbero stati proprio quelli inferti dall’imputato: dieci coltellate che raggiunsero alla schiena la vittima colpendolo in punti vitali tanto da provocarne la morte. È vero poi che quell’arma (mai ritrovata) passò nelle mani del coimputato, figlio di un carabiniere, che senza un motivo diretto, ma solo per accontentare il “capo branco” (erano in sei quel maledetto pomeriggio), proseguì quella mattanza con altre 15 coltellate quando Crox era agonizzante a terra, colpito poi anche con calci e sputi prima di abbandonare il luogo del delitto per proseguire il pomeriggio al mare a fare il bagno.
LA CONFESSIONE E proprio il secondo imputato (che nei prossimi giorni dovrebbe richiedere anche lui lo stesso rito abbreviato, assistito dagli avvocati Vincenzo Di Girolamo e Marco Di Giulio), che inizialmente aveva solo dichiarato di aver visto l’amico pugnalare Crox senza avervi partecipato, nell’ultimo e deciso interrogatorio ha confessato ogni cosa. Compreso il fatto che sarebbe stato lui a portare il coltello e la pistola rubata al padre che l’aveva in cassaforte (arma che venne vista anche da altri testimoni). Una confessione che rende ancora più credibile le dichiarazioni del testimone oculare, amico loro, figlio di un altro carabiniere, che ha assistito a parte di quell’omicidio.
L’AUTOPSIA Il povero Crox, stando anche all’esito dell’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio (alla presenza del collega Ildo Polidoro, perito della famiglia dell'imputato), non ebbe neppure il tempo di difendersi vista la velocità e la violenza con la quale tanto il primo che lo colpì di spalle, quanto il secondo accoltellatore intervenuto poco dopo, si accanirono contro di lui, attirato in quella trappola mortale con un appuntamento al quale il capo branco si presentò armato e con i vestiti di ricambio.