Culle vuote in Abruzzo, l’esperta: «Gli stipendi bassi frenano i giovani»

28 Febbraio 2026

Sempre meno bambini, la docente Faggian del Gssi analizza le cause sociali del calo demografico: «Il tasso di fecondità è fermo all’1,2: circa un figlio per coppia. Il motivo è legato al mercato del lavoro»

L’AQUILA. «Il problema della fecondità, in Italia, è enorme. Facciamo parte di quel club esclusivo di Paesi che fanno talmente pochi figli da avere un tasso di fecondità preoccupante. E l’Abruzzo rientra appieno in questa dinamica». Alessandra Faggian, professoressa ordinaria di Economia applicata al Gssi e presidente della Wester Regional Science Association Usa, lo dice chiaramente: le famiglie fanno meno figli e in età più avanzata, a causa dell’incertezza del mondo del lavoro. Troppi contratti precari, part-time e a termine che minano la fiducia di chi decide di metter su famiglia.

Professoressa, in Abruzzo il tasso di fecondità è fermo all’1,2: poco più di un figlio per coppia. Come legge questo dato?

«È importante distinguere tra natalità e fecondità. Quest’ultima si basa sul numero medio di figli per donna. Il tasso ideale, che assicurerebbe un ricambio generazionale in modo da mantenere la popolazione costante, sarebbe 2,1. Ma da tanti anni, ormai, in Italia come nel resto d’Europa non accade più. Facciamo parte di quella fascia di Paesi sotto l’1,3 figli per donna, che hanno una fecondità estremamente bassa. Con noi la Corea, la Cina che ha avuto un collo demografico incredibile. E tutto questo è un problema».

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