Cup regionale, il maxi appalto è congelato

Fari riaccesi sulla gara da 53 milioni di euro per 500 posti di lavoro: le accuse del Pd e dei sindacati
Pd e sindacati (Filcams Cgil, Uiltrasporti, Uiltucs e Fisascat Cisl) chiedono alla giunta regionale di sbloccare la gara d’appalto per l’affidamento del servizio Cup (Centri unico prenotazioni) delle quattro Asl abruzzesi. è una gara con grandi numeri: l’importo complessivo è di 53 milioni di euro, i posti di lavoro 500, ora tutti part time. Ma causa della mancata predisposizione del nuovo affidamento, affermano i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, le aziende sanitarie sono state costrette a prorogare i contratti in essere ben oltre la loro naturale scadenza. Cosa che, sottolineano i sindacati, ha portato a un peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori.
«A due anni dalla prima interpellanza, siamo costretti a interrogare di nuovo la giunta», dicono i due esponenti dem, «perché non solo non si è avviata una nuova procedura di affidamento ma in tutte le Asl regionali sono scaduti anche i possibili 6 mesi di proroga previsti dal bando di gara al termine del quinquennio».
Il vecchio bando prevedeva che l’appalto, di durata triennale, potesse essere rinnovato per una sola volta per un biennio, per la durata contrattuale massima di 5 anni. Invece il Cup è ancora gestito con lo stesso contratto e in forza della stessa gara, con un corrispettivo peraltro molto cospicuo, non solo per il 2021 e per il 2022, ma con tutta probabilità anche per il 2023, visto che la gara non è stata ancora neanche bandita da Aric e che alcune Asl stanno prorogando per un altro anno. «Il tavolo richiesto con le organizzazioni sindacali», proseguono Blasioli e Paolucci, «non è stato mai convocato, nonostante le rassicurazioni fornite nel luglio 2019 dall’assessore Nicoletta Verì. Dal 2019 a oggi, anziché trasformare in full time i contratti del personale già assunto con un part time involontario, sono state assunte circa 90 unità di personale in più. Chiediamo sulla base di quale motivazione tecnica tutto ciò sia stato possibile e quale sia stato l’incremento del corrispettivo dalla base d’asta di aggiudicazione». Anche i sindacati sollecitano Verì a dare «seguito agli impegni assunti sulla convocazione in tempi stretti di un tavolo sindacale che abbia l’obiettivo di valutare la fattibilità dell’internalizzazione del servizio e, allo stesso tempo, dia certezze rispetto alla continuità occupazionale sull’appalto, all’inserimento di clausole sociali che tutelino l’occupazione e il reddito in caso di cambio di gestione. L'esternalizzazione del servizio Cup nelle Asl abruzzesi avvenuta già dal 2015, ha portato vantaggi economici solo alle aziende private aggiudicatarie. Le condizioni economiche dei lavoratori sono peggiorate in quanto la Rti aggiudicataria dell'appalto ha applicato il contratto nazionale del settore multiservizi e, per una percentuale più bassa, quello delle cooperative sociali, ritenuti inadeguati rispetto alle mansioni e alle responsabilità degli addetti, soprattutto a livello salariale. Sull'appalto sono presenti quasi esclusivamente contratti part-time involontari e le richieste di aumento di ore contrattuali, che porterebbero un miglioramento delle condizioni retributive e contributive, non vengono evase dall'azienda. Dietro i contratti a tempo indeterminato si nasconde una realtà lavorativa precaria legata alle decisioni organizzative e politiche delle varie Asl sulla programmazione degli appalti e le procedure di gara»
Blasioli e Paolucci hanno quindi presentato la nuova interpellanza per capire come mai, dopo due anni e mezzo, tutto resta fermo.

