Cure a bimbi e anziani 27 milioni all’Abruzzo

30 Aprile 2019

Sbloccati i Progetti obiettivo che premiano le Asl: ecco che cosa prevedono Dalla terapia del dolore fino alla potabilità dell’acqua e ai malati di Internet

PESCARA. Sono 27 i milioni di euro che il Cipe, su proposta del Ministero della Sanità e d’intesa con la conferenza Stato-Regioni, ha assegnato all’Abruzzo per attuare cinque Progetti obiettivo. Il 70% della somma verrà assegnata dopo la stipula del contratto fra la Regione e il Governo, mentre il restante 30% arriverà nelle casse regionali dopo l’approvazione dei progetti, proposti dall’Abruzzo, da parte della conferenza Stato-Regioni. Il termine entro il quale questi progetti dovranno essere inviati è di 60 giorni dalla stipula dell’accordo con il Governo. Ma l’Abruzzo ha già compiuto il primo importante passo in avanti approvando in giunta una corposa delibera, proposta dall’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, e predisposta dal Dipartimento Salute e Welfare, diretto da Angelo Muraglia.
PROPORZIONATI. I 27 milioni saranno ripartiti tra le quattro Asl regionali in proporzione dei dati Istat della popolazione residente, ma con un extra per la Asl 4 di Teramo che ha assunto il ruolo di capofila. Il Centro ha potuto leggere la delibera con i cinque progetti che hanno un’elevata valenza sociale. Il primo, che prevede risorse per oltre 12 milioni di euro, affronta l’emergenza anziani e multicronicità.
L’ABRUZZO INVECCHIA. «Il trend demografico è caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione che determina una sempre maggiore incidenza della percentuale di anziani affetti da più patologie croniche».
Così si legge nella delibera che prevede il potenziamento del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale per il diabete mellito, le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, la rete oncologica del tumore del polmone, la frattura del collo del femore – in cui tempi di intervento risultano vitali – la sclerosi multipla, le malattie reumatiche e quelle nefropatiche e infine le demenze.
MENO RICOVERI. I fondi dovranno servire per ridurre l’ospedalizzazione del paziente perché, spiega la delibera, i casi di cronicità degenerativa dovranno essere gestiti il più possibile dalla sanità del territorio dotandola di figure professionali care/case manager. Sarà anche finanziata la promozione della prevenzione e della diagnosi tempestiva. Il progetto tra l’altro prevede screening riservati a chi ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni per prevenire le malattie cardiovascolari, oltre che un maggiore servizio di assistenza domiciliare e, soprattutto, la messa a regime degli ospedali di comunità per curare gli anziani con più patologie.
MALATI DI INTERNET. Utile e singolare è il secondo progetto che mira «alla promozione dell’equità in ambito sanitario», con una spesa di 850mila euro. Il progetto si basa sulla presa d’atto «dei cambiamenti nella sfera delle relazioni umane a vantaggio di una società virtuale». E inquadra il lato negativo del web, di chi diventa un pc-dipendente. È una nuova patologia che impone alla sanità pubblica di investire fondi per «identificare, prevenire e prendere in carico le dipendenze da internet». La popolazione target, in questo caso, riguarda gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni che frequentano le scuole superiori. Ma il progetto che viene definito una vera e propria novità è il terzo.
IL DOLORE DEI BIMBI. Investe 5 milioni, questo progetto, per lo sviluppo delle cure palliative e della terapia del dolore pediatrica. Meno sofferenze per i bambini che s’ammalano di tumore, attraverso «piani di formazione di base sul dolore e le cure palliative pediatriche per i professionisti dei presìdi ospedalieri, e il potenziamento delle équipe di cure palliative domiciliari».
Arriviamo al quarto progetto denominato “Piano nazionale di prevenzione”.
ACQUA BUONA. Prevede quasi 8 milioni per dieci interventi tra cui spicca la riduzione delle «esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute», riferite all’acqua potabile. Così come l’identificazione precoce di soggetti a rischio eredo familiari per il tumore della mammella, attraverso screening oncologici. E l’aggiornamento della banca dati con la casistica dei registri dei tumori. L’ultimo progetto, il quinto, si riferisce alla «tecnologia sanitaria innovativa». E punta a potenziare i sistemi di telerefertazione, la cosiddetta sanità digitale, attraverso l’impiego di oltre un milione.