Cure palliative domiciliari, denuncia del Pd

I consiglieri regionali Blasioli e Paolucci: niente medici, la Asl di Pescara è l’unica a non avere una rete
PESCARA. «Quella di Pescara è l’unica Asl abruzzese a non avere una rete delle cure palliative domiciliari». La denuncia è dei consiglieri regionali del Pd, Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, che ieri sull’argomento hanno tenuto una conferenza stampa, a cui hanno preso parte Ilaria Pizzolante, Maria Faieta e Silvia Ziruolo dell’associazione i Colori della vita e Fiorella Cesaroni, presidente dell’associazione Tutela dei Diritti del Malato. «La Asl di Pescara, come confermato da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) è, assieme ad un’altra azienda sanitaria, l’unica in Italia a non aver attivato équipe per le cure palliative domiciliari», hanno evidenziato Paolucci e Blasioli, i quali hanno fatto presente che, durante il Consiglio regionale del 19 novembre 2019, l’assessore alla Sanità Verì, in risposta ad una interpellanza, aveva assicurato che erano in corso dei concorsi per assumere medici palliativisti, infermieri, oss, fisioterapisti e uno psicologo. «Sono trascorsi due anni e mezzo», ha sottolineato Blasioli, «e devo rilevare che il concorso dei medici non ha portato ad alcuna assunzione, sono stati assunti solo 4 infermieri, destinati all’hospice Bouganville, mentre dei 9 fisioterapisti assunti solo uno è arrivato alle cure palliative. Tutto ciò ha comportato l’assenza a Pescara di un servizio specialistico h24 che, per le famiglie alle prese con un proprio caro in fin di vita, sono un sollievo di non poco conto. Va rilevato che le cure palliative sono Lea (livelli essenziali di assistenza) e non mancano verbali di verifica del tavolo tecnico che bacchettano la nostra Regione per questa carenza». Blasioli ha aggiunto di voler sapere come sono stati utilizzati, nel corso degli anni, i fondi che sono arrivati alla Asl con i progetti obiettivo, destinati a queste cure domiciliari». «È da 6 anni che ci battiamo, ma non abbiamo mai avuto una risposta chiara», ha aggiunto Faieta. «Le cure palliative domiciliari specialistiche sono un lea e devono dunque essere garantite a prescindere dai bilanci di Asl e Regione. Molti pazienti», ha spiegato, «non sanno nemmeno di avere questo diritto della legge sul dolore e che queste cure soo gratuite e rivolte non solo a chi è affetto da patologie oncologiche, ma anche da altre malattie come demenze, Parkinson, Sla, malattie respiratorie croniche».

