Cure sospese a una giovane disabile

20 Maggio 2017

La Regione non dispone i posti per le terapie, appello di Carrozzine determinate

MONTESILVANO. È affetta dalla sindrome di Cornelia De Lange, malattia rarissima, contraddistinta da ritardo mentale, bassa statura, anomalie degli arti. L’unica cura è la riabilitazione. Lucia è una giovane montesilvanese di 29 anni. Ne aveva 5 quando ha iniziato a ricevere le cure fisioterapiche a regime semiresidenziale al Centro Adriatico Fondazione Papa Paolo VI di Pescara.
Dal 1° marzo, però, le cure le sono state sospese. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è il presidente dell’associazione Carrozzine determinate Abruzzo Claudio Ferrante, che invita la Regione a intervenire per garantire alla ragazza il diritto alla salute. «Le terapie sono state sospese a causa del riordino della rete sanitaria extra ospedaliera residenziale e semiresidenziale disposto dalla Regione», spiega Ferrante. «Sono stati stabiliti nuovi criteri e, per continuare le cure, bisognava essere nuovamente autorizzati dall’Unità Valutativa Multidimensionale del distretto Asl di appartenenza. C’è stato, però, un rimpallo di responsabilità. Lucia ha una disabilità gravissima. Necessita di terapia semiresidenziale perché è essenziale che sia curata da una équipe multiprofessionale per 6 ore al giorno tutta la settimana. Questo diritto le è riconosciuto dall’Uvm», aggiunge, «ma le cure non le sono state garantite perché la Regione non ha messo a disposizione posti sufficienti per quel tipo di terapie».
Sono diversi «i disabili a cui sono state ridotte o sospese le terapie, che dovranno pagare 35 euro al giorno, oltre alle spese del trasporto, per continuare a curarsi come prima: un servizio istituito dai centri di riabilitazione dopo le disposizioni regionali». Ferrante definisce quella della Regione «scelta vergognosa e anticostituzionale. Le condizioni di Lucia sono nettamente peggiorate a causa delle interruzioni delle cure. Invito l’assessore regionale Silvio Paolucci a farle visita, per rendersi conto di quanto siano gravi le conseguenze delle decisioni che vengono prese sui più deboli. Non possiamo più accettare la risposta burocratica di chi ha la responsabilità politica della salute dei cittadini». Il presidente lancia un appello anche al governatore D’Alfonso, all’assessore regionale Marinella Sclocco e al presidente della Commissione Salute Mario Olivieri, dichiarando: «Se in breve tempo a Lucia non verrà ripristinata la terapia andremo dai rappresentanti delle istituzioni con le catene al collo».
Rosa Anna Buonomo