«Cuzzi sceglieva solo chi voleva» Ecco le motivazioni dei giudici

23 Settembre 2020

Due mesi dopo, si conoscono le ragioni che hanno indotto il Riesame a disporre il divieto di dimora «Anche da consigliere di minoranza potrebbe ostacolare in modo ingiustificato l’azione del governo»

PESCARA. «La spregiudicatezza dimostrata da Cuzzi, quale si può apprezzare in concreto dalla lettura delle conversazioni intercettate, dal tenore eloquente, rende evidente che la sua propensione criminale troverebbe nuove dimensioni di manifestazione, laddove gli si consentisse ancora di partecipare, sia pure da consigliere di minoranza, al governo della città». È uno dei passaggi forse più forti delle motivazioni espresse dai giudici del tribunale del riesame dell’Aquila che circa due mesi fa (il 30 luglio scorso) decisero di trasformare, per l’ex assessore al turismo del Comune di Pescara, la misura degli arresti domiciliari con quella del divieto di dimora a Pescara, nell’ambito dell’inchiesta sui grandi eventi che coinvolge altri due esponenti politici (Moreno Di Pietrantonio e Simona Di Carlo, oltre a due imprenditori dello spettacolo, Andrea Cipolla e Cristian Summa).
I giudici aquilani sostengono quindi che anche la posizione di consigliere di minoranza «renda concreto ed attuale il pericolo di recidiva» del reato per Cuzzi. E lo fanno spiegando quali sono le «armi» di cui dispone un consigliere di minoranza: dal diritto di accesso agli atti, alla facoltà di omettere di esercitare il controllo sugli stessi o, «viceversa, presentare mozioni infondate al solo fine di ostacolare in modo ingiustificato l’azione del governo della maggioranza», e poi ancora «presentare mozioni, osservazioni, raccomandazioni ed interrogazioni, nonché interpellanze».
«In buona sostanza», scrivono ancora i giudici, «le occasioni per Cuzzi di svendere la propria funzione al miglior offerente, come ha dimostrato di fare per lunghi anni, sarebbero certe e frequenti».
Altro punto chiave della decisione del tribunale del riesame riguarda la famosa infungibilità della prestazione artistica che avrebbe sottratto le procedure comparative per la scelta dell’artista. Il riferimento è a tutti quegli eventi che, negli anni, Cuzzi affidò in maniera diretta al suo amico Andrea Cipolla, che rappresenta il fulcro dell’inchiesta, dove si ipotizza lo scambio corruttivo tra i due.
I giudici spiegano che Cipolla non aveva nessuna esclusiva di artisti, ma era soltanto un semplice promoter come altri. «Questo», scrivono a riguardo, «è un punto centrale della vicenda, considerato che, se le società di Cipolla non avevano l’esclusiva con l’artista prescelto da Cuzzi, la prestazione di intermediazione del medesimo certo non era infungibile: sarebbe stato dunque doveroso procedere a procedura comparativa, invitando gli altri promoter presenti sulla piazza di Pescara a formulare la loro proposta di intermediazione. Ulteriore anomalia è costituita dalla circostanza per la quale la scelta dell’artista era effettuata da Cuzzi, il quale l’ha sempre fatta cadere, durante il suo assessorato, solo su artisti la cui esibizione Cipolla era in grado di procurare».
Il tribunale censura poi anche la tesi difensiva secondo la quale anche l'attuale giunta avrebbe proceduto seguendo lo stesso sistema. «Comunque», scrive il tribunale in maniera categorica, «ciò non si è verificato». E comunque «la questione non è dirimente in quanto, anche qualora la nuova amministrazione avesse perseverato nella medesima condotta, ciò ovviamente non eliderebbe il carattere delittuoso di quella ascritta a Cuzzi». E, a riguardo, riporta le testimonianze di alcuni dirigenti sulla prassi seguita oggi, per esempio per la realizzazione dell’esibizione “Evento di Natale”.
Anche sulla questione sollevata dalla difesa, del fatto che le delibere venissero avallate dall’intera giunta, per i giudici non è una motivazione che può valere. "Cuzzi era l'assessore di riferimento, sempre presente ad ogni delibera di giunta, e la circostanza che per motivi non noti (sperabilmente costituiti dalla negligenza che porta per diffusa, deteriore prassi ciascun assessore a disinteressarsi delle delibere in materia di altri assessorati, e ad avallarle) l'organo collegiale non abbia rilevato le violazioni del codice degli appalti, non possono essere invocate da Cuzzi a suo vantaggio».
Come si ricorderà, al tribunale del riesame si rivolsero tutti gli indagati destinatari di misure cautelari, ad eccezione di Moreno Di Pietrantonio che rinunciò all'ultimo momento. Il riesame, con singole ordinanze, rivide le misure per tutti e le ridusse in maniera drastica, rimettendo tutti in libertà. Ora l'inchiesta, che è nelle mani del sostituto Luca Sciarretta, dovrebbe essere alle battute finali e l'avviso di conclusioni delle indagini dovrebbe essere ormai questione di giorni.
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