D’Addazio: movida per riportare vita nelle zone centrali

L’esponente del centrosinistra: «Servono luoghi di incontro per i ragazzi, istituiremo subito una consulta comunale»
MONTESILVANO. «Servono nuove politiche giovanili e assistenza domiciliare agli anziani». Ne è convinto il candidato sindaco del centrosinistra, Fabrizio D’Addazio, che sul tema commenta: «Dove possono andare i ragazzi per incontrarsi e svolgere attività divertenti e stimolanti nelle ore extra scolastiche? Quali sono i luoghi pubblici riservati agli anziani per condividere le attività in cui amano cimentarsi?». Per D’Addazio «è poco credibile sentir parlare di sociale e poi vedere che i giovani e gli anziani a Montesilvano vengono ignorati. Ci vogliono luoghi dove poter vivere la socialità, la quotidianità, affinare i propri talenti e la città ne è completamente priva».
L’imprenditore ritiene necessaria la creazione di una struttura polivalente, dove i ragazzi possano fare musica, arte, teatro, laboratori vari o semplicemente incontrarsi, così come sarà fondamentale coinvolgere i giovani nel dibattito pubblico e nell’amministrazione della città. «Lavoreremo da subito per istituire una consulta giovanile comunale, iniziativa già riuscita in tante altre città. Se diventerò sindaco, proporrò di incontrare periodicamente i rappresentanti dei due istituti superiori di Montesilvano, per rafforzare il dialogo con l’amministrazione, i dirigenti scolatici e le aziende di servizio pubblico».
Spazio anche alla formazione universitaria con la Stella Maris che «giocherà un ruolo rilevante solo se affiancata da uno studentato e da tutti i servizi connessi, tra cui biblioteche e spazi attrezzati per lo studio. Ci sono diversi immobili comunali in disuso che possono essere valorizzati in tal senso». E ancora, D’Addazio auspica una movida serale che, con i dovuti controlli, possa far rinascere le aree centrali, come ad esempio via Roma, per la quale propone incentivi per le nuove attività che apriranno. E ancora, nella ricetta del centrosinistra c’è la promozione del social housing per gli studenti e le giovani coppie lavoratrici, mentre per gli anziani, sì alla riattivazione dei tanti centri sociali che c’erano in passato.
Sempre per le persone anziane, D’Addazio ricorda anche Villa Falini murata e abbandonata, così come ritiene necessario il «rafforzamento dei presidi locali per rispondere in modo adeguato alle emergenze dei più deboli ed estendere i servizi di assistenza domiciliare. Su questo in particolare, bisognerà ragionare anche in logica di partenariato pubblico privato». (a.l.)

