D’Agostino a Strasburgo sarà l’unico pm italiano

Il magistrato vince un bando europeo e lascia per un anno la procura Andrà al Consiglio d’Europa per occuparsi di lotta alla corruzione
PESCARA. Sarà l’unico magistrato italiano a sedere al Consiglio d’Europa a Strasburgo dove, insieme a una squadra, si occuperà di lotta alla corruzione. Il pm Valentina D’Agostino sta per lasciare la procura di Pescara perché, dopo aver partecipato a un bando europeo e superato la selezione, trascorrerà un anno nella città francese per lavorare all’interno del “Greco”, l’organo di controllo acronimo di Gruppo di Stati contro la corruzione che appartiene al Consiglio d’Europa. Per il trasferimento, che durerà un anno ma è rinnovabile, manca soltanto l’avallo del Csm: un passaggio formale che, probabilmente, a partire da febbraio 2015 permetterà al magistrato pescarese, 45 anni, arrivato alla procura di Pescara nel 2009, di lasciare il terzo piano della procura e iniziare una nuova esperienza internazionale nella città sede del Parlamento Europeo. Con un bagaglio legato, in particolare, ai reati che riguardano le “fasce deboli” come abusi, violenze e maltrattamenti il pm pescarese ha partecipato al bando europeo e sostenuto un colloquio in cui, intanto, ha dovuto dimostrare la perfetta conoscenza dell’inglese e, poi, rispondere alle domande sull’attività dell’organo di controllo contro la corruzione. E il magistrato è riuscito a superare la selezione europea e, unica in Italia, ad essere scelta per il prestigioso incarico che la porterà a confrontarsi sul tema della corruzione a livello internazionale.
Ma è anche a Pescara che, D’Agostino, si è occupata di uno dei reati più gravi contro la pubblica amministrazione mettendo le mani – tra le tante inchieste – in quella etichettata come “il partito dell’acqua” e contestando la corruzione all’ex parlamentare ed ex presidente dell’Ato Giorgio D’Ambrosio. Accanto al peculato, alla truffa e, quindi, ai viaggi privati e ai pasti catalogati come «spese di rappresentanza», il pm si è soffermata anche sulla corruzione e sulla presunta laurea che D’Ambrosio avrebbe comprato con l’aiuto di un docente di Scienza manageriali. Tra le inchieste più recenti di D’Agostino c’è anche quella che ha riguardato la morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini e per cui sono finite alla sbarra tre persone. Ma a Strasburgo il pm, figlia dell’ex questore di Trento e anche dirigente della questura di Pescara Nicola D’Agostino, si occuperà in particolare di monitorare la legislazione di tutti gli Stati membri del Consiglio D’Europa in tema di corruzione.
Un lavoro, così, molto distante da quello che svolge nella procura di Pescara, meno investigativo ma più legato alla linee guida, alla normative anti-corruzione in un’ottica internazionale. Infatti, il Gruppo di Stati contro la corruzione dove lavorerà D’Agostino è stato istituito nel 1999 dal Consiglio d’Europa – la principale organizzazione di difesa dei diritti umani dell’Europa – per monitorare il rispetto da parte degli Stati membri degli standard e delle norme anti-corruzione elaborate dall’organizzazione.
Obiettivo del “Greco”, che ha sede nel Palazzo d’Europa a Strasburgo, è quello di migliorare la capacità dei suoi membri di lottare contro la corruzione. E’ in questa squadra che, dopo il via libera da parte del Csm, il magistrato pescarese entrerà a fare parte contribuendo così a scrivere le norme contro la corruzione.
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