D’Alfonso incontra i dipendenti dellaAsl

7 Settembre 2014

PESCARA. Il primo dei quattro incontri previsti con la sanità abruzzese, si è tenuto ieri a Pescara nell'aula magna dell'ospedale civile tra il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e il...

PESCARA. Il primo dei quattro incontri previsti con la sanità abruzzese, si è tenuto ieri a Pescara nell'aula magna dell'ospedale civile tra il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e il personale della Asl. Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco.

Il confronto è stato promosso dallo stesso D'Alfonso nell'intento di conoscere le vere emergenze del mondo sanitario abruzzese «allo scopo di riportare a casa», come egli ha espressamente chiesto, «una lista delle cose che ci sono ancora da fare per migliorare uno dei servizi più importanti ed essenziali per il cittadino, muovendoci lungo tre direttrici che sono le risorse umane, quelle strumentali e strutturali e le risorse della autonomia». Relativamente a questo ultimo concetto dell'«autonomia», D'Alfonso ha spiegato che sogna un sistema dove «chiunque abbia una responsabilità nella filiera istituzionale che eroga il servizio di cure sanitarie, non debba ogni mattina telefonare a chi sta sopra di lui per avere istruzioni, ma che sappia esattamente cosa deve fare e quali sono le sue competenze: non chiederemo nessun atto di ossequio, ma solo competenza, bravura e capacità organizzativa».

Nel corso degli interventi, numerose sono state le richieste: trovare una soluzione nei rapporti tra le strutture ospedaliere e quelle universitarie; l'attivazione di un sistema di assistenza post-operatoria che consenta di accompagnare il paziente chirurgico in un percorso riabilitativo che non impegni la struttura ospedaliera; la copertura dei posti di chirurgia vacanti e l'aumento della dotazione del personale infermieristico; riassetto logistico e reingegnerizzazione dell'ospedale con una nuova piastra per la medicina di emergenza urgenza. D'Alfonso, infine, ha ricordato il caso di un finanziamento statale che, nel 1998, ha interessato la sanità abruzzese: «Abbiamo avuto a disposizione 600 miliardi di lire per il miglioramento del patrimonio edilizio sanitario: molti di questi soldi sono stati divorati in inutili relazioni progettuali e anche in gestioni di cantieri non assolutamente all'altezza dei bisogni reali di allora e tutto ciò perché c'è stato un difetto di programmazione e organizzazione, che sono il contrario della sciatteria che a volte noi abbiamo visto».

(cr.pe.)

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