D’Alfonso: martedì demoliamo l’ex Cofa

14 Giugno 2014

L’annuncio del governatore alla festa del centrosinistra in piazza Salotto. Alessandrini: lunedì mi insedio in Comune

PESCARA. L’ex Cofa verrà demolita a partire da martedì mattina. Lo ha annunciato ieri sera il neo presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso (l’ex mercato ortofrutticolo è infatti di proprietà della Regione), in occasione della festa di ringraziamento post elezioni, «Una nuova città, in una nuova regione», organizzata dal centrosinistra, in piazza Salotto, dopo la vittoria di Marco Alessandrini nella sua corsa a sindaco.

«Alle 9», ha fatto sapere D’Alfonso, che ha voluto presentarsi con quest’atto a Pescara, «cominceremo a lavorare per l’abbattimento dell’ex Cofa. Un’azione che va fatta», ha precisato il neogovernatore, anche perché «è indiscutibilmente pericolosa. Ma non solo, per i pescaresi c’è anche una sorta di divieto di veduta».

E D’Alfonso ha poi voluto sottolineare, a scanso di un malcelato campanilismo, che anche in altre città della Regione si procederà in maniera analoga. «Lo stesso», ha spiegato, «faremo, ad esempio, a Chieti». D’Alfonso, inoltre, anche in virtù della recente sospensione, per quest’anno (è la seconda volta che accade, negli ultimi anni), del trofeo Matteotti, una delle gare di ciclismo più famose sul piano internazionale, è intervenuto sulla competizione. «ll “Matteotti” non deve conoscere fine», ha rimarcato nel suo intervento. Ma prima di martedì, quando comincerà l’abbattimento dell’ex Cofa, vi sarà l’insediamento del primo cittadino. «Lunedì mattina, alle 10», ha reso noto Alessandrini, «mi insedierò in Comune». Una serata di festa, quella di ieri, cominciata alle 19, con la musica, ma senza ’Nducccio, che ha visto la salita sul palco di Alessandrini, D’Alfonso e il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini alle 22 e 10. «Dicono che sono abbronzato», ha celiato poi il neosindaco. «Ma è perché sono stato fuori dal Palazzo tutto il tempo, in giro per la città». E poi, nel tracciare un profilo dell’amministrazione cittadina che sarà, si è paragonato al calciatore della sua squadra del cuore, la Juventus, Gaetano Scirea, tragicamente scomparso in un incidente stradale. «L’eroe buono», ha ricordato, «che diceva di prendere esempio da quei lavoratori che vedeva all’opera nel momento in cui egli, coi suoi compagni di squadra, usciva da un locale dopo i festeggiamenti per una vittoria». Ma «mite» era anche un grande filosofo della politica. «Bisognerebbe essere come Bobbio», ha proseguito Alessandrini, «che diceva di non avere grande considerazione di sé. E questo perché pensava più alla miseria che non alla grandezza degli uomini. Insomma», ha precisato, «né troppo buono, né troppo saggio. Ora mi aspetta un lavoro impegnativo per la città e so che avrò sempre meno tempo, sia per la mia famiglia, sia per gli amici, perché la mia vita cambierà».

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