D’Alfonso prende tempo sull’ospedale

Il governatore incontra i sindaci: nessuna promessa sullo stop ai tagli, ma annuncia i lavori per la strada Mare-Monti
PENNE. Sessanta giorni al massimo per dare delle risposte concrete sull’ospedale di Penne. E un annuncio: la strada Mare-Monti, dopo quasi 10 anni di stop, sarà fatta. Ieri, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso ha preso impegni per Penne e per l’area vestina. A partire dall’ospedale: D’Alfonso si è preso due mesi per trovare un margine di manovra, con l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e con il direttore generale Asl Armando Mancini, e provare ad evitare il ridimensionamento che grava sull’ospedale San Massimo. Un tentativo, nulla più al momento.
Dopo aver ascoltato le istanze dei sindaci e dei membri del comitato di protesta presenti alla riunione convocata in Prefettura, a Pescara, D’Alfonso ha risposto garantendo lo stanziamento di 12,5 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ospedale, la volontà di potenziare quanto più possibile il Pronto soccorso e l’idea di voler investire altri 2 milioni per utilizzare parte della struttura sanitaria del Carmine, abbandonata da anni, come residenza per anziani. Il problema grande, ha spiegato D’Alfonso, è che la Regione è uscita dal commissariamento sanitario proprio in virtù del rispetto di determinati parametri e dunque ora fare retromarcia sul San Massimo è più complicato. Gli ospedali fuori dai parametri stabiliti dal decreto Lorenzin, dunque, debbono essere rimodulati. Sollecitato dai presenti, D’Alfonso, dinanzi al prefetto Francesco Provolo, ha assicurato che non snobberà Penne. A tal proposito, oltre a rimarcare il milione e 200 mila euro recuperati per garantire i moduli scolastici provvisori per l’istituto Marconi, ha riproposto il tema della Mare-Monti, vecchio progetto dell’Anas bloccato sul nascere e finito al centro di un’inchiesta. Nel Masterplan, ha detto, ci sono 36 milioni di euro per il collegamento veloce dell’entroterra pedemontano alla costa.
«Il tempo delle promesse è finito, sono anni che assistiamo a tagli di servizi e reparti, è ora di invertire la rotta», sottolinea Gabriele Frisa del comitato Salviamo l’ospedale di Penne. I discorsi fatti non sembrano aver convinto nemmeno i sindaci presenti e nel prossimo incontro tra le parti, programmato tra una decina di giorni, saranno esclusi i membri del comitato di protesta: «La riunione», attacca il sindaco di Penne Mario Semproni, «non mi ha soddisfatto. Abbiamo convenuto sulla necessità di convocare un altro incontro a breve, questa volta ristretto, dove passare finalmente dalle promesse ai fatti e, in accordo con il presidente, rendere operativi alcuni obiettivi per evitare il taglio dei servizi. La strada sembra buona, ma dobbiamo ancora lavorare con determinazione. Il percorso è ricco di insidie. Lavoreremo a tappe forzate, affinché il San Massimo abbia dignità e rango di ospedale. E non ci arrenderemo».

