D’Alfonso: primo vertice con i nuovi Comuni del cratere

18 Marzo 2017

Teramo, i sindaci: avviare subito la ricostruzione degli edifici B Problemi per gli sfollati che devono lasciare gli alberghi della costa

TERAMO. Vertice ieri pomeriggio tra il presidente della Regione Luciano d’Alfonso e i comuni teramani e aquilani del cratere nella sala consiliare della Provincia. Obiettivo: individuare compiti e carichi di lavoro in capo ai Comuni e agli uffici preposti alle verifiche delle istanze occorrenti per la ricostruzione. Con i sindaci dei comuni già inseriti nel cratere c’erano i colleghi degli enti inseriti nel decreto ieri notte: Isola del Gran Sasso, Colledara, Castel Castagna, Fano Adriano, Pietracamela, Cagnano Amiterno, Barete, Pizzoli e Farindola. Tra gli argomenti illustrati dal governatore ai sindaci l’inserimento di una norma ad hoc per le risorse necessarie alla ricostruzione delle abitazioni colpite dalle frane; un primo stanziamento di 20 milioni di euro per i danni indiretti nei settori di lavoro del turismo; il potenziamento delle risorse umane necessarie per i Comuni del cratere e per le Province; l’aumento delle competenze in capo ai Comuni per la ricostruzione.

La Regione, in particolare, chiede alle amministrazioni comunali di sviluppare per quanto possibile anche le pratiche private oltre a quelle degli edifici pubblici, in modo che quando arriveranno all’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo (che sarà il principale, con Montorio e Montereale come “succursali”) siano già almeno in parte lavorate. Una richiesta che ha suscitato più di un mugugno, visto che i Comuni hanno difficoltà di personale mentre all’Usr quando sarà a regime lavoreranno trenta persone. Dai sindaci è arrivata la pressante richiesta di avviare subito la ricostruzione per gli edifici classificati B, quelli che per la legge possono essere rimessi a posto subito. Il problema segnalato al governatore è che le imprese edili devono attendere troppo tempo per recuperare i soldi di questi interventi, per cui è stato auspicato un intervento delle banche che dovrebbero anticipare i soldi. D’Alfonso si è impegnato a fare in modo che la Regione, insieme alle associazioni dei costruttori come Ance e Api, faccia da tramite per mettere d’accordo ditte e banche.

L’amministrazione comunale di Teramo, rappresentata dall’assessore Franco Fracassa, ha poi evidenziato il problema degli sfollati che – scaduto il termine di legge di 150 giorni – saranno presto mandati via dagli alberghi della costa dove sono ospitati. Gli albergatori, infatti, intendono liberare le proprie strutture per la stagione estiva. Poiché a Teramo non toccano le casette di legno e la ricettività alberghiera della città e in generale dell’entroterra è scarsa, il Comune dovrà requisire le case invendute per sistemare i cittadini mandati via dagli hotel.

In generale, sia pure in modo non polemico, i sindaci hanno espresso forti preoccupazioni sui possibili (ma in parte già evidenti) ritardi nella ricostruzione. Quelli del cratere 2009 hanno testimoniato come, nei loro comuni, la ricostruzione del sisma di otto anni fa sia ancora una chimera.