D’Alfonso-referendum, altre indagini

23 Dicembre 2017

Lettera di propaganda, no all’archiviazione: il fascicolo aperto ancora 6 mesi

PESCARA. Nessuna archiviazione del procedimento a carico del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso e del segretario regionale del Pd, Marco Rapino in riferimento all'invio di una lettera di propaganda in occasione del referendum del 4 dicembre scorso e di alcuni sms. Il gip del tribunale di Pescara, Antonella Di Carlo, ha accolto l'opposizione alla richiesta di archiviazione, avanzata dall'avvocato Michele Pezone, legale dell’ambientalista Augusto De Sanctis, che aveva presentato una serie di esposti. Respinta, dunque, la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Salvatore Campochiaro. La Procura, adesso, avrà 6 mesi di tempo per compiere nuove indagini, secondo quanto disposto dal giudice nell’ordinanza depositata il 18 dicembre scorso. Il giudice, sulla base di quanto evidenziato dall'avvocato Pezone, ha ritenuto carenti gli accertamenti svolti su alcuni punti dell'indagine e in particolare ha chiesto di approfondire gli aspetti relativi agli sms, al numero dei messaggi inviati, all'identità del mittente (se D'Alfonso o chi per lui e, in questo caso, perché) e il contesto generale in cui sono avvenuti i fatti, come, ad esempio, il tipo di rapporto intercorrente tra D'Alfonso e De Sanctis e l'attività svolta da quest'ultimo.
Spiega l’avvocato Michele Pezone, legale di De Sanctis: «Siamo soddisfatti per l'esito dell'udienza e siamo pronti a collaborare con gli inquirenti per definire tutti gli aspetti della vicenda al fine di ricostruire esattamente i vari passaggi e di arrivare a una valutazione serena della rilevanza penale o no dei fatti. In ogni caso, ricordo che per quanto riguarda l'invio della lettera sul Referendum costituzionale, l'Agcom si è già espressa censurando il comportamento della Regione che aveva invaso illegittimamente la sfera della propaganda elettorale». (Ansa)