D’Alfonso, secondo no nel giro di 48 ore Ma la conferenza si fa

15 Gennaio 2022

Dopo lo stop di Mattoscio sulla richiesta della sala convegni anche l’Isia (diretto dal revisore dei conti) gli nega la stanza

PESCARA. Si chiama Isia, che sta per Istituto Superiore delle Industrie Artistiche. Si trova a Pescara, in via Cesare Battisti, 189. Lo dirige Donatella Furia, nella duplice veste di presidente dei revisore dei conti della Fondazione Pescarabruzzo, e lo presiede Nicola Mattoscio, vertice di lungo corso della Fondazione Pescarabruzzo, seppure il suo incarico nell’Istituto di designer sia scaduto.
La premessa appena fatta è importante per capire il resto della storia, cioè il secondo no ricevuto da Luciano D’Alfonso, senatore del Pd, alla richiesta di una stanza in campo avverso per tenere la sua conferenza stampa. Un secondo stop che equivale al terzo capitolo di un botta e risposta, che sa sempre più di gossip, tra i due antagonisti del caso Pescarabruzzo, la fondazione presieduta da 25 anni dalla stessa persona, che ha un numero record di incarichi. Ma anche oggi dobbiamo andare con ordine. A Mattoscio, reduce da un lungo faccia a faccia con la commissione parlamentare che indaga su Pescarabruzzo, il senatore del Pd D’Alfonso, due giorni fa, ha chiesto l’uso della sala convegni della Fondazione, che ha sede in corso Umberto a Pescara, per tenere, lunedì prossimo alle 11, una conferenza stampa proprio sulla presidenza che dura un quarto di secolo e sulle attività della Fondazione e della società collegata Gestioni culturali, sui prestiti obbligazionari concessi dalla prima e le compravendite immobiliari portate a termine dalla seconda.
Praticamente sono gli stessi temi su cui indaga la commissione parlamentare che ha sentito Mattoscio. Ma l’iniziativa collaterale di D’Alfonso viene vista come un attacco politico che, sempre ieri, ha infatti spinto i Cda e il Comitato d’indirizzo di Pescarabruzzo a diramare un comunicato con cui prendono le difese di Mattoscio e fa quadrato attorno al presidente di lungo corso, «in considerazione dei ripetuti attacchi del Senatore Luciano D’Alfonso all’Ente», scrivono.
Ma anche questa è un’altra storia. Torniamo al balletto della sede per tenere la conferenza stampa, a D’Alfonso, alla sua provocazione e a Mattoscio che, con una mail, gli ha risposto no perché la sala convegni della fondazione «è inagibile».
Poco importa se un mese fa, nella stessa sala, era stato annunciato con locandine pubblicate on line un convegno su un tema storico. Poco importa perché la Fondazione Brigata Maiella, che l’ha promosso, ed è anch’essa presieduta da Mattoscio, ha scritto ieri che quel convegno è poi avvenuto in una saletta attigua. Ma il senatore Pd ribatte ironizzando: «Se avessi chiesto quella saletta, Mattoscio avrebbe trovato un motivo per non concederla. Gli chiederò il balcone di casa!». Dopo questa battuta arriviamo all’ultimo atto di una storia che sa sempre più di provincia.
D’Alfonso non si arrende. Chiede un’altra stanza. Ma questa volta si rivolge a Donatella Furia che, come si diceva, è revisore dei conti della Fondazione e allo stesso tempo direttrice dell’Isia.
A lei il senatore del Pd indirizza la seconda richiesta che, per conoscenza, invia a Mattoscio in qualità di presidente della stesso istituto per il designer. Ma a stretto giro di posta arriva il secondo stop. La mail è laconica: «La devo informare che, al momento, questo istituto non ha adottato alcun regolamento per la gestione degli spazi istituzionali».
La risposta è firmata da una funzionaria dell’Isia che la manda anche alla direttrice Furia e a Mattoscio, in qualità però di presidente della Fondazione Pescarabruzzo e non già dell’Isia, incarico dal quale è decaduto anche se concorre, con altri due personaggi, per la rielezione. Questo particolare non sfugge al senatore D’Alfonso che, contattato per telefono ieri sera in merito al doppio stop incassato in 48 ore, anticipa che la conferenza stampa si terrà comunque, non più in campo avverso come ha cercato di fare, e che sarà durissima. «La farò certamente», afferma l’esponente del Pd, «oggi vi svelerò dove. E a Mattoscio chiedo un confronto pubblico».
La storia continua.