D’Amico, il cartellino rosso per chi vuole sparare ai cervi

Dal capo dell’opposizione il no al via libera alla caccia: accogliamoli in altri comuni
Professor D’Amico lei, capo della coalizione di opposizione, vuole lanciare un messaggio al centrodestra sul tema dei cervi?
Sì. La discussione in consiglio regionale è stata sospesa contro la nostra volontá. Perché non avevano i numeri.
E dunque?
Si crea un problema di correttezza nei rapporti istituzionali.
Ovvero?
O si finisce quella discussione in Regione, prima che entri in vigore la delibera….
Oppure?
Oppure si sospende l’esecuzione della delibera - ovvero gli abbattimenti - in attesa che finisca la discussione in consiglio regionale.
Mentre i lettori continuano a inviare a il Centro decine di messaggi sul tema dei cervi, e sul loro destino, le parole che il professor D’amico consegna a questo giornale sono chiare: la scelta degli abbattimenti - ormai - viene considerata dalla sinistra non solo un caso politico, ma anche un problema simbolico.
Professore, sui cervi tutte le opposizioni sono compatte.
É vero, e - come vedremo - non solo su questo tema.
Come mai è così importante per voi?
Vorrei fare una premessa.
Prego.
La delibera sugli abbattimenti è un tema che simbolicamente riguarda la nostra identità più profonda come regione.
Ovvero?
Il consiglio regionale deve contemperare tutti gli interessi, di tutti i cittadini coinvolti da questo tema, ma anche l’equilibrio nella natura tra umani e non umani.
Prego.
Noi siamo la regione più verde d’Europa per la sua biodiversità. Basterebbe dire che passiamo da zero a 2.900 metri, esplorando tutti gli ecosistemi possibili dal mare all’alta montagna.
Questo cosa comporta?
In un territorio complesso - come dice Donatella Di Pietrantonio - noi consideriamo sbagliate le soluzioni facili: prima di uccidere esploriamo altre vie.
Provi a convincermi che questa non sia una posizione emotiva.
Zero emotività. Anzi, il contrario. Razionalità.
Cioè?
Partiamo dai cinghiali: l’abbattimento dei cinghiali non solo non ha risolto il problema. Lo ha peggiorato.
Spieghiamo perché.
Oggi l’esperienza sul campo ci dice che le uccisioni di tanti capi ne ha diminuito il numero ma ha aumentato l’attività riproduttiva!
Possibile? Uno immaginerebbe il contrario.
Quando è stato reimmesso il cinghiale nella nostra fauna, per ripopolare le riserve venatorie, i cacciatori hanno scelto dei cinghiali siberiani.
E questo ha avuto un ruolo?
Decisivo. I ceppi siberiani hanno capacità riproduttiva doppia, se non tripla, dei nostri.
É stato un errore?
Sì. Perché con fagiani e lepri sono arrivate specie non autoctone. Che hanno alterato alcuni equilibri.
Perché si moltiplicano?
Abbiamo scoperto che - contrariamente all’apparenza intuitiva - più cinghiali ammazziamo e più ne nascono.
Come mai?
Per via della scomparsa dei capibranco. Siccome hanno il primato sugli accoppiamenti, se vengono meno loro, aumenta l’attività dei cinghiali “semplici”. Questo non era stato messo in conto.
Però anche lei è sensibile alle proteste per i tanti danni all’agricoltura.
Certo. Ma esistono anche diverse risposte possibili: dissuasori, recinzioni elettriche strumenti di controllo territoriali.
Basta?
E poi ci sono la mobilità e le riserve.
Intende spostare i cervi in soprannumero?
Perché no? Ci sono comuni già disponibili ad accoglierli.
Me ne dica uno.
Basti l’esempio di Abetino di Rosello, in Val di Sangro.
Perché il sindaco è un suo collega Alessio Monaco, consigliere dell’Alleanza Verdi e Sinistra?
No. Perché ha un territorio adatto ad accogliere. Facciamo un censimento di parchi e riserve. Capiamo dove si possono ricollocare. La tutela degli agricoltori è legittima, ma sparare non è l’unico modo.
Le sue soluzioni costano, obietta qualcuno.
Ma proprio il Centro ha spiegato quanto costa uccidere! Lei ha letto i calcoli interessanti di Massimo Vitturi, della Lav?
Ricordiamoli ai lettori.
Vitturi ha sommato il totale dei risarcimenti pagati lo scorso anno: i cervi hanno prodotto danni per 25mila euro!
Poco, intende lei.
È un costo irrisorio. Ci sono tanti sistemi meno cruenti, dunque, per rendere compatibili tutela dell’ambiente e sviluppo. Contenere il fenomeno della riproduzione in aeree protette è possibile. Il tema non è quanti sono i cervi oggi, ma come impediamo che siano troppi domani.
La Di Pietrantonio dice: la destra cerca uno slogan facile.
Totalmente d’accordo: la stessa semplificazione la troviamo su altri temi.
Esempio?
La sanità. Tagliano dove si può tagliare subito, e non tagliano gli sprechi. Ma così si colpiscono solo i più deboli. Lo stesso nelle politiche economiche.
Cioè?
A Tavares e a Stellantis, non mandiamo letterine e proclami.
E cosa farebbe lei?
Contattiamo Terna per l’elettrodotto. Io non farei il nostalgico dei tempi d’oro, ma chiederei a Tavares di produrre qui in Abruzzo il Ducato elettrico!
Cosa intende per nostalgia?
Battaglie antiquate e di retroguardia. Capire cosa accade sui mercati.
Esempio?
L’Europa unita contro le auto elettriche cinesi: se abbiamo votato i dazi, con i francesi, allora produciamole noi le auto.
La vostra, ipotizza qualcuno sul tema dei cervi, è una battaglia ideologica.
No, assolutamente no. Noi discutiamo le scelte e scellerate di governo, sempre nel merito.
Marsilio le ricorda che si abbattono esemplari anche nella rossa Toscana.
Ah ah ah! La Toscana viene sempre usata come arma per tacitare la nostra opposizione, ad esempio sulla sanità.
Vi ricordano che fanno tagli anche loro.
Ma hanno una mobilità attiva - cioè servizi erogati a cittadini extra regionali - che è spaventosa, mentre l’Abruzzo ha una mobilità passiva spaventosa! E la qualità del servizio, poi.
Un dato.
Noi, con il Lea al 47%, un problema: loro con il record nazionale. In partenza sembriamo uguali, in realtà siamo diversissimi.
Siete contro la legge mancia.
Certo. Noi ci battiamo contro la legge mancia e contro tutte le mance. Si tratta di risorse pubbliche nella piena disponibilità dei proponenti politici. Un triste spettacolo.
Mi faccia un esempio.
Eccolo: 50mila euro per il cimitero di Secinaro. La sindaca - guarda caso - è nello staff dell’assessore.
Vogliono ridurre i costi: da 22 milioni a 11 milioni.
Geniale. Togliendo solo i finanziamenti dei consiglieri di opposizione e i consiglieri di maggioranza non rieletti.
La discussione sui cervi non è finita.
Decisione imperscrutabile del presidente della commissione: noi avremmo voluto votare.
E dunque?
Le ripeto. Riuniamoci ancora prima del 14 oppure non si spari. Marsilio sul piano istituzionale è stato corretto, non faccia questo strappo.
Voi restate uniti malgrado tutti i terremoti del campo largo?
(Ride). Stiamo resistendo molto bene. In primo luogo perché siamo persone perbene, ci vogliamo bene
E poi?
(Ride ancora). Non lo vede? Ci aiuta il centrodestra con le sue follie.
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