D’Amico, la sfida elettorale parte con una lettera agli abruzzesi

1 Dicembre 2023

Si intitola “Molto di più”, spiega i suoi obiettivi e verrà inviata a migliaia di cittadine e cittadini Svelata in anteprima: il candidato presidente spinge Marsilio a confrontarsi sul futuro della Regione

PESCARA. Sposta lo stile della politica su un altro binario, più corretto del politically correct. Lo fa con una lettera aperta agli abruzzesi intitolata "Molto di più".
Così Luciano D'Amico, candidato presidente per l'ampia coalizione del Patto per l'Abruzzo, sfida Marco Marsilio sul piano del confronto. La lettera, di cui sveliamo il contenuto, sarà recapitata a migliaia di elettori della quattro province. E verrà anticipata da un videomessaggio, impattante nella sua semplicità, che sarà diffuso già da oggi sui canali social. «Con emozione e consapevolezza», esordisce D’Amico, «ho accolto la proposta di candidarmi alla Presidenza della Regione Abruzzo, di mettermi al servizio della comunità e dei territori nei quali si è plasmata la mia vita. Qui sono nato, ho avuto la possibilità di studiare e di formarmi come ricercatore e professionista e di svolgere il mio lavoro al servizio degli studenti, dell’università e di aziende pubbliche e private”. E sottolinea: «Questa è stata per me la terra delle opportunità realizzate, con l’impegno e la fatica di chi è partito da un paese alle pendici della Maiella».
Il paese è Torricella Peligna, dove personaggi illustri come Jhon Fante e Vincenzo Bellini hanno avuto le loro radici. «Proprio il mio percorso di vita», scrive il candidato presidente, «mi rende consapevole che questa nostra regione merita molto di più: non l’affanno e l’arretratezza che paghiamo oggi rispetto ad altri territori d’Italia e d’Europa per quanto riguarda la salute, il lavoro, le infrastrutture e la formazione. Quanti abruzzesi sono oggi costretti a rinunciare alle cure di cui hanno bisogno o a cercare altrove le terapie necessarie? Quanti vivono il disagio di collegamenti a singhiozzo e lenti tra le città e le aree interne? Quanti giovani incontrano ostacoli nel percorso formativo o nella ricerca di un lavoro?», sono le domande che pone e si pone l’ex rettore di 63 anni che sfida il governatore uscente e il centrodestra.
Da abruzzese partito da un paese ma rimasto nella sua regione, D’Amico afferma che «molti settori produttivi non offrono opportunità idonee a chi si è formato con fatica e passione. Tutto questo», sottolinea, «non è accettabile, non è giusto e, soprattutto, non possiamo permettercelo». Il motivo della sua scelta a candidarsi è racchiuso in una frase: «Avverto il dovere di fare in modo che tutte le cittadine e i cittadini – che come me non sono partiti da una posizione privilegiata – abbiano le stesse possibilità che ho avuto io e possano contare sull’impegno in questa direzione di tanti abruzzesi che hanno la volontà di restituire al territorio le proprie competenze».
A questo punto della lettera, D’Amico lancia la sua proposta di stringere «un Patto per restituire all’Abruzzo il valore che merita, e agli abruzzesi il diritto di vivere, o magari di tornare, in una regione che abbia ben chiare le necessità dei propri territori e di chi li abita». L’obiettivo comune, scrive, è di «spazzare via la sfiducia, la rassegnazione, lo sconforto», e di «far percepire che sappiamo come e cosa realizzare per rendere l’Abruzzo una terra capace di promuovere diritti e meriti».
La lettera termina con le tre parole e un esclamativo, slogan della sfida elettorale. Solo tre parole «che indicano quello che noi abruzzesi vogliamo e meritiamo: molto di più!».