D’Amico: tutelare gli agricoltori per il bene di salute e ambiente

L’associazione di categoria presenta il documento politico in quattro punti al candidato presidente Martinelli: «Tutela del Made in Italy, potenziamento delle risorse idriche e aiuti alle aziende»
PESCARA. È stato un momento costruttivo di confronto sulle prospettive dell’agricoltura regionale, quello che si è tenuto ieri al Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, dove, sotto gli auspici del titolo “Continuiamo a seminare per il futuro”, Coldiretti Abruzzo ha voluto illustrare il proprio “Documento politico sul cibo e sull’agroalimentare abruzzese” al candidato alla presidenza della Regione Abruzzo, Luciano D’Amico, in vista delle prossime elezioni. All’ordine del giorno della discussione politica, il sostegno all’agricoltura multifuzionale e all’alimentazione naturale, la tutela del territorio e del suolo agricolo, la sburocratizzazione, il controllo della fauna selvatica. L’incontro, moderato dal direttore regionale di Coldiretti Roberto Rampazzo, si è tenuto davanti a una sala affollata di agricoltori.
I PUNTI IN DISCUSSIONE
Ad accendere il dibattito gli interventi dei quattro presidenti provinciali di Coldiretti, a partire da Pier Carmine Tilli (Chieti), che si è soffermato sulle difficoltà della burocrazia e sull’«improrogabile necessità di snellire le procedure che ingessano le aziende», e da Emanuela Ripani (Teramo), che ha sottolineato l’importanza della tutela del territorio, sollecitando l’approvazione di una nuova legge sull’agriturismo. Alfonso Raffaele (L’Aquila) si è soffermato sulle risorse idriche e sul giusto utilizzo delle fonti alternative di energia, «che sono indispensabili, ma che non devono rubare terra all’agricoltura», mentre il presidente di Coldiretti Pescara, Giuseppe Scorrano, ha ribadito che «la tutela del Made in Italy passa attraverso la lotta al cibo sintetico e la valorizzazione della filiera agricola abruzzese», ricordando le difficoltà derivanti da crisi economica, elevati costi di gestione e cambiamenti climatici.
L’INTERVENTO DI D’AMICO
«Una buona politica legata all'agricoltura deve farsi interprete dei piccoli e grandi bisogni e valorizzare le sinergie con il turismo e con la tutela dell’ambiente e della salute». L’intervento di Luciano D’Amico all’incontro con Coldiretti ha voluto sottolineare grande apertura e sensibilità nei confronti dell’agroalimentare abruzzese, «bene inestimabile per la nostra regione, dalla più piccola delle aziende agricole, fino ai grandi produttori».
A margine dell’incontro, il candidato presidente ha ricordato lo stretto legame tra agricoltura e salute, ribadendo la necessità di valorizzare le produzioni tipiche della regione. «L’agricoltura è un settore strategico affinché la nostra regione torni a crescere e svilupparsi», ha ribadito. «Le produzioni di crescente qualità, la tutela dell’ambiente, la sinergia con il turismo e l’attenzione essenziale per la salute degli abruzzesi, grazie a un’alimentazione sana con prodotti a chilometro zero, sono tra i motivi che ci inducono a un sostegno molto forte verso il settore». Tra i problemi, da risolvere anche insieme alle associazioni, D’Amico ha ricordato gli effetti del cambiamento climatico, la sempre minore disponibilità idrica per l’irrigazione, la necessità di un adeguamento culturale, le difficoltà di accesso al credito e le complicate procedure burocratiche per il Csr (Completamento sviluppo rurale), fino alla questione della fauna selvatica. «L’obiettivo», ha specificato l’ex rettore, «è rafforzare la strategicità delle produzioni agricole regionali, che sono un bene di assoluto valore per la nostra regione, poiché si tratta di beni non delocalizzabili, che appartengono alla nostra terra. È importante spezzare l’insostenibile condizione dei produttori che si trovano stritolati in una catena del valore, che li vede costretti a subire sia la fissazione dei prezzi di acquisto, sia quella dei prezzi di vendita».
LE CONCLUSIONI
Al termine, la condivisione dei principali punti del documento politico e le conclusioni affidate al presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli. «Il nostro documento ha uno spirito programmatico, propositivo e lungimirante ed elenca proposte concrete», ha detto Martinelli, «chiunque andrà a governare avrà l’importante e impegnativo compito di dare risposte concrete ad esigenze sempre più stringenti, su cui Coldiretti ha lavorato, lavora e continuerà a lavorare».
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