D’Angelo mira al bis, lo sfida Cacciatore

San Valentino. Il sindaco uscente: si punta alla continuità. L’avversario: rappresento la destra del paese
SAN VALENTINO. «Dare continuità amministrativa al paese». Con questo obiettivo il sindaco uscente di San Valentino Antonio D’Angelo si ricandida con una squadra composta da «tutti uscenti e 4 volti nuovi, una lista civica senza iscritti ai partiti ma che si ispira al centrosinistra». L’altro aspirante sindaco è Sandro Cacciatore, consigliere uscente di minoranza, «eletto la prima volta 27 anni fa, bandiera della destra a San Valentino». D’Angelo ritiene di «aver fatto tanto, anche di più di quanto annunciato 5 anni fa, ma possiamo lavorare ancora molto». La campagna elettorale è stata utile «per illustrare gli obiettivi raggiunti in questi anni molto intensi e per ascoltare i cittadini», dice a poche ore dal voto di domani e lunedì. Tra le iniziative che entrano nel suo bilancio D’Angelo cita «il restauro del castello, con l’avvio della progettazione, l’appalto del primo lotto per il nuovo polo scolastico, il progetto del Dopo di noi e l’attivazione del banco alimentare nel sociale, la realizzazione dell’ospedale di comunità da parte della Asl. Circa 25 milioni di euro di interventi, tanti per un paese di 1850 persone, con progetti su scuole e strade, sul patrimonio architettonico monumentale e per il dissesto idrogeologico». E cita tra le voci su cui si è lavorato «gli impianti sportivi, il servizio idrico (prima e dopo l’emergenza) e le telecamere», oltre a ricordare i finanziamenti «per aumentare il patrimonio librario della biblioteca e quelli per rendere virtuale il museo dei fossili». Per il futuro dice che «serve la collaborazione di tutti per fare il vero salto di qualità»
Cacciatore ha in mente alcune priorità che il Comune deve affrontare, e al primo posto mette «la rete idrica, visto che c'è stata una emergenza dovuta alla rete obsoleta e rotta». Contesta, da questo punto di vista, di essere «l’unico Comune a non aver passato all’Aca la gestione della rete idrica e ad usare l’acqua dell'Orfento. La soluzione potrebbe essere quella di passare le reti idriche all’Ersi». L’aspirante sindaco ha inserito nel programma «l’allestimento delle aree di raccolta e di emergenza già individuate in paese, essendo zona sismica di primo grado. Sono i punti dove dar vita alle tendopoli, e quella più grande in particolare andrebbe dotata di tutti gli allacci necessari per garantire i servizi». C’è poi un altro tema che sta a cuore a Cacciatore, ed è quello «dell’ospedale di comunità», e in particolare si preoccupa delle «poche ore di assistenza domiciliare assicurate alle persone dimesse dall’ospedale e dirette alle Rsa». Si deve puntare, conclude, su alcuni obiettivi: «il campo sportivo (chiuso), le barriere architettoniche da abbattere al cimitero, una casa della cultura per i giovani. Serve un accordo con il Parco nazionale per intervenire sui cinghiali e bisogna creare su nuovi posti di lavoro, incentivando i privati. Con l'efficientamento energetico, si ridurrà la Tari». (f.bu.)

