D’Annunzio aviatore al liceo D’Ascanio

14 Aprile 2015

Le gesta eroiche del poeta raccontate agli allievi dello scientifico dall’ex colonnello Di Pinto

MONTESILVANO. Il liceo scientifico Corradino D’Ascanio ha celebrato le gesta eroiche del vate nel corso di una interessante conferenza che si è tenuta nei giorni scorsi nelle aule della scuola superiore di Montesilvano.

D’Annunzio aviatore, ma anche D'Annunzio eroe, guida etica di un intero popolo, agitatore delle masse, ispiratore di mode. È quanto emerso da un interessante dibattito che ha visto come protagonista il colonnello in pensione Bartolomeo Di Pinto, presidente onorario dell'Arma dell'Aeronautica.

L’ex alto ufficiale è stato introdotto dalla preside del liceo, professoressa Natalina Ciacio, la quale ha ricordato l'importanza dell'incontro e in generale delle attività d'integrazione che si succedono continuamente nella hall del liceo scientifico di Montesilvano.

Il colonnello Di Pinto, da parte sua, illustrando un documentario su «D'Annunzio aviatore», ha intrattenuto i ragazzi fornendo loro una serie di notizie inedite sul grande poeta, ma soprattutto illustrando il suo eccezionale coraggio, che lo portò a compiere con l'aeroplano, che tuttavia D’Annunzio non guidava, limitandosi a viaggiare come passeggero, imprese come il volo su Vienna.

Numerosi gli aneddoti che il colonnello ha raccontato sulle avventure e le imprese compiute da D'Annunzio, su come si adoperò per la riuscita del volo su Vienna, un volo nel quale il poeta dimostrò non solo ardimento, ma anche grande senso di civiltà, perché invece di sganciare bombe sulla città nemica inerme, fece lanciare dei volantini di propaganda.

«E in parte» ha ricordato lo Di Pinto «quel volo diede sicuramente un contributo alla riuscita della guerra, dopo la disfatta di Caporetto».

Dopo aver riportato una ferita a un occhio, D'Annunzio fu poi costretto ad arruolarsi come ufficiale nella fanteria, ma anche qui diede un grande stimolo ai soldati esclusivamente con la sua presenza. «Pensate» ha detto il colonnello «tutti volevano tenerlo lontano dalla guerra, ma lui ostinato diede un ultimatum, minacciando di uccidersi piuttosto che rinunciare a combattere. E alla fine dovettero accontentarlo».

Marco Tabellione

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