D’Annunzio conteso da Chieti Guerri: il Vate è valore nazionale

29 Maggio 2022

Il presidente del Vittoriale interviene sulle celebrazioni della cittadinanza onoraria teatina al poeta «Era affezionato a Pescara dove fece seppellire la madre, ma regalò il suo autografo alla città vicina» 

PESCARA. «È una disputa vecchia mille anni», ma «non c’è motivo di litigare». Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera rimarca che D’Annunzio è un «valore nazionale» per cui la contesa tra Pescara e Chieti riaperta da un evento che si terrà a giorni, non ha motivo di esistere. L’appuntamento che ha rispolverato il caso è in programma il primo giugno (ore 18), alla Casina dei tigli di Chieti dove sarà presentato il volume “Il brindisi del poeta astemio”, di Enrico Di Carlo e Luca Bonaccini. Un appuntamento promosso dall’associazione “Noi del G. B. Vico”, presieduta da Luca Cipollone, che riunisce gli ex studenti del liceo, la scuola frequentata dallo stesso D’Annunzio nel 1878, quando (nel mese di ottobre) sostenne gli esami da privatista con la media del 9.
Quello dei prossimi giorni è solo uno degli eventi per rendere omaggio a D’Annunzio, dicono dall’associazione che punta a far riscoprire il Vate con appuntamenti annuali. E proprio dall’associazione ricordano che «era legatissimo alle sue radici e anche a Chieti», la città che gli ha conferito la cittadinanza onoraria e dove è conservato (al museo Costantino Barbella) il manoscritto originale della tragedia pastorale “La figlia di Iorio”, donato al Comune proprio da D’Annunzio in occasione della rappresentazione al Marrucino, nel 1904, un evento applauditissimo.
«Sono contento», commenta Guerri, «che Chieti rivendichi il valore di D’Annunzio, dovrebbe farlo tutto l’Abruzzo e tutta l’Italia. D’Annunzio è un valore nazionale. Lui si definiva abruzzese», ricorda il presidente del Vittoriale che a Pescara ha ottenuto il riconoscimento del Delfino d’oro. D’Annunzio, riflette, «era affezionato a Pescara, dove tornava e dove ha fatto seppellire la madre». Ma che ci fosse un legame con Chieti è fuori di dubbio, e basti pensare «al dono dell’autografo», che ha rappresentato un passaggio fondamentale, mai dimenticato dalla città. «È un grande bene, che conservano», prosegue Guerri sottolineando che «il Comune ce l’ha ancora», lo ha custodito da quando ci fu la rappresentazione. Una questione, quindi, che non ha motivo di essere ma che, anzi, supera i confini di Pescara, quelli di Chieti e quelli dell’Abruzzo. Luigi Albore Mascia, quando è stato sindaco, ha rinsaldato il legame con il Vate scegliendo il logo di “Città dannunziana” per Pescara, poi cancellato dalla giunta successiva. E proprio lui ha ottenuto la cittadinanza onoraria a Gardone Riviera: è stato il secondo pescarese, dopo il Vate.