D’Annunzio spiegato agli alunni del Classico: «Era già un influencer»

Gli studenti protagonisti di un video che racconta follie e astuzie del Vate Console: si finse morto per lanciare le prime poesie, era all’avanguardia
PESCARA. Aveva solo 16 anni, Gabriele d’Annunzio, quando fece divulgare la notizia di essere morto a seguito di una caduta da cavallo. Uno stratagemma, creato ad arte, per pubblicizzare il “Primo Vere”, la sua prima raccolta di poesie finanziata e pubblicata dal padre nel 1879. È una delle tante “fake news” con cui il Vate costruisce la sua immagine di “influencer” ante litteram, espressioni social dei nostri tempi per indicare quanto il poeta pescarese riuscisse a condizionare le scelte consumistiche di milioni di “follower” della sua epoca. A due giorni dalla ricorrenza del 160° anno dalla nascita, avvenuta a Pescara il 12 marzo 1863 da Luisa de Benedictis e Francesco Paolo d’Annunzio Rapagnetta, oggi alle 10 al liceo classico si svolgerà l’evento “Gabriele d’Annunzio influencer” ideato e organizzato da Silvano Console, scrittore e documentarista, presidente dell’associazione La Nave di Cascella, in collaborazione con l’istituto diretto dalla preside Antonella Sanvitale con la vice Francesca Finelli e con la casa museo guidata da Nadia Castelnuovo. Gli studenti delle quinte assisteranno alla proiezione di un filmato, girato al museo da alcuni compagni, e un video con Gigi Proietti che recita La pioggia nel pineto in barese. La giornata dannunziana sarà trasmessa su Rete8 alle 17.30.
Con questa iniziativa Console propone «un d’Annunzio diverso, un genio che seppe imprimere un’impronta di modernità alla storia del nostro Paese». Si tratta di una «riscoperta dell’artista e del personaggio d’Annunzio», prosegue, «come non viene studiato sui banchi di scuola dove prevale ancora una specie di repulsione per un poeta ancora considerato guerrafondaio, divo, narcisista, snob, amatore, immorale, peccatore, spregiudicato, fascista e antifascista, però dotato di un formidabile sense of humor. Egli seppe produrre gossip e fake news in una ben architettata ricerca di gloria e notorietà. Pur senza il potere enorme della televisione, è stato un antesignano degli influencer moderni riuscendo a condizionare le scelte politiche, i gusti e le preferenze di milioni di follower e cambiando, in qualche modo, la società» dell’Ottocento.
Tra gli aneddoti che Console racconterà agli studenti, c’è quello della falsa caduta da cavallo inventata da d’Annunzio per procurarsi la pubblicità della sua prima raccolta di versi, spiega Console, «che ebbe un inatteso successo accompagnato da una entusiastica recensione sulla rivista “Il Fanfulla della Domenica”». E così fece diffondere la sua improvvisa morte, ricomparendo però qualche giorno dopo, vivo e vegeto, nel collegio di Prato. Un giornalista francese scrisse ironicamente: “La morte di Gabriele d’Annunzio è rinviata ad altra data”. Un’altra fake è riferita alla sua data di nascita sotto il segno dei Pesci. Ma il Vate fece una forzatura sull’oroscopo dichiarando di «essere venuto al mondo nel segno dell’Ariete duro cozzante. Ciò perché» rivela Console, «l’ariete è il segno della virtù creativa, è coraggioso, apprende rapidamente e ha un enorme bisogno di primeggiare. Mentre i Pesci segnalano emotività e incapacità a fissare una direzione, niente a che fare con la sua vita inimitabile». E poi ancora il d’Annunzio scandaloso che si fa fotografare completamente nudo sulle spiagge di Francavilla, l’inventore di slogan pubblicitari che, per esempio, hanno fatto la fortuna del Parrozzo, che ha lanciato mode (straordinaria la collezione di abiti al Vittoriale) e raccontato il piacere in tutte le sue forme. «Io sono un animale di lusso», diceva di sé il Vate, «il superfluo m’è necessario come il respiro». Per poi concludere, simpaticamente, mai celando la sua pescarità ovunque si trovasse nel mondo: «Nghi me nin ci s’appo’».

