«D’Annunzio strumentalizzato»
I consiglieri comunali polemizzano e chiedono aiuto al prefetto
PESCARA. Il Vate strattonato da destra e sinistra. I consiglieri comunali del centro sinistra, dei gruppi Partito democratico, Sclocco Sindaco e Città Aperta, polemizzano su alcune dinamiche della “Festa della rivoluzione” che celebra i 100 anni dell’impresa del Vate su Fiume, organizzata dalla presidenza del consiglio regionale, in collaborazione, tra gli altri,del Comune di Pescara.
«Difenderemo fino alla fine Gabriele D'Annunzio dalle strumentalizzazioni ignoranti di chi ne sta usando la memoria per lanciare un revisionismo nero sulla storia italiana», attaccano i membri dei gruppi consiliari, «la partenza delle costose, quanto ignorate, manifestazioni per il centenario di Fiume è pericolosa: ci auguriamo che la direzione artistica corregga il tiro». Se da una parte il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri si affanna a spiegare che D’Annunzio è patrimonio pescarese, ma c’è chi ne vuole «oscurare la presenza», dal centrosinistra arrivano siluri: «Molti dei presenti allo spettacolo di Edoardo Sylos Labini raccontano un clima davvero pesante, non solo per un uso spericolato degli slogan fascisti, ma anche per una visione troglodita delle donne e per una faziosità politica imbarazzante per una manifestazione pagata con i soldi di tutti. Siamo arrivati al punto di lanciare il messaggio che la Resistenza fosse una guerra civile, come se patrioti e fiancheggiatori dei nazisti fossero sullo stesso piano». Si chiedono i consiglieri, «che c'entra, questo, con l'impresa di Fiume che avvenne venti anni prima della seconda guerra mondiale? Pescara non può diventare la sede nazionale di un revisionismo nero, peraltro in una manifestazione che nonostante il budget dorato sta passando inosservata. Chiederemo spiegazioni e siamo pronti a chiedere l'intervento del prefetto».

