D’Aurelio, l’imprenditrice che ha stregato anche l’Expo
PESCARA. Non ha ancora compiuto 25 anni ma racconta la sua attività come un'imprenditrice di lungo corso. La pescarese Eugenia D'Aurelio, classe 1991, ha lasciato la sua città, e l'Italia, dove torna...
PESCARA. Non ha ancora compiuto 25 anni ma racconta la sua attività come un'imprenditrice di lungo corso. La pescarese Eugenia D'Aurelio, classe 1991, ha lasciato la sua città, e l'Italia, dove torna di tanto in tanto, per lanciarsi nel mercato internazionale degli allestimenti e dell'organizzazione di eventi, con clienti importanti, come lo Stato del Venezuela, e anche importanti riconoscimenti, come il Silver Award conferitole dal Bureau International des Expositions (Bie) per la realizzazione del padiglione venezuelano all'Expo 2015 di Milano. Eugenia, figlia di Amedeo D'Aurelio, ingegnere edile pescarese che ha ricoperto anche il ruolo di direttore del dipartimento Attività tecniche, energetiche e ambientali del Comune di Pescara, è Ceo della Dae Consulting & Advisory BV con sedi ad Amsterdam (Olanda) e a Londra (Inghilterra) e socia della Fuertebal di Montevideo, in Uruguay, che si occupa di architettura e design, dalle cucine agli allestimenti per hotel fino a materiali edili.
Grazie a queste attività delle società, al business che da qualche tempo porta avanti in Venezuela, ai rapporti intessuti con alcune autorità venezuelane e a quelli con alcuni ambasciatori in ambito Expo, come racconta, Eugenia è riuscita insieme ai soci a vincere l'appalto governativo per il cluster pavilion venezuelano in quella "metropoli internazionale" di Expo che per sei mesi è stata sotto i riflettori mondiali. «Credo che abbiano scelto la nostra società per il forte legame dei titolari con l'Italia, la nazione ospitante per l'Esposizione Universale del 2015» osserva D'Aurelio. «Ho infatti un socio italoamericano e un socio italouruguaiano, questo assieme alla presentazione delle nostre attività deve aver convinto ilmMinistero degli Affari esteri del Venezuela e tutto lo staff». Eugenia D'Aurelio è stata così con i soci il general contractor per il padiglione e il referente per il Paese, un progetto largamente firmato Pescara, commenta. «Tutta la concezione di quel padiglione è nata dal fattore tempo che non ci era amico», spiega D'Aurelio «abbiamo avuto appena un mese di tempo per metterlo in piedi e così ho dovuto creare un ponte operativo immediato con l'Italia perché tutto andasse a buon fine». Eugenia ha coinvolto suo padre Amedeo che è stato il progettista e il direttore dei lavori per il cantiere venezuelano in Expo, affiancato da Jorge Grassi e da Lorenzo Pellegrini, anche lui pescarese, laureato in architettura a Milano e specializzando allo Iuav di Venezia.
«È nato così il "dream team" che ha materialmente reso possibile la realizzazione in soli 25 giorni del padiglione», racconta Eugenia. Al centro del progetto c'è stata una scelta vincente, quella dell'utilizzo dell'olografia, un'idea tecnologica che ha permesso di mostrare "dal vivo" le bellezze del Venezuela ai visitatori - fino a 17mila persone al giorno nell'ultimo periodo - ed è stata probabilmente la carta decisiva che ha fatto vincere a uno staff quasi completamente pescarese il Silver Award del Bie per Expo 2015.

