D’Orazio e Toto con Legnini: siamo l’autonomia abruzzese

23 Gennaio 2019

E ’Nduccio racconta la sua intervista-aneddoto al manifesto del candidato paracadutato Alla presentazione di Avanti Abruzzo spunta l’essenza del nuovo laboratorio politico

MONTESILVANO. Che cosa hanno in comune Daniele Toto, Benigno D'Orazio e Germano D'Aurelio, in arte ’Nduccio, con Giovanni Legnini? Insieme difenderanno l'Abruzzo dai «paracadutati romani». E insieme dicono no all'idea che Lega e Salvini hanno dell'Autonomia speciale «arricchire Piemonte e Lombardia per impoverire l'Abruzzo e il Sud d'Italia».
IL PATTO. La presentazione a Montesilvano della lista civica “Avanti Abruzzo” diventa un momento di sintesi politica del laboratorio di Legnini, candidato presidente di un'ampia coalizione di civiche.
Un laboratorio che va oltre i partiti perché si basa sulle idee. L’interesse per la nostra regione prevale sull’appartenenza, questa è la frase chiave. Ecco perché è possibile che a sostenere Legnini sia sceso in campo persino D'Orazio, con una lunga militanza nel centrodestra, che spiega perché non voterà Marsilio o meglio perché sceglie Legnini.
Ed è emblematico anche il ricordo che ’Nduccio ha di un episodio del 1994 quando in Abruzzo, per il centrodestra, venne paracadutato il toscano Roberto Tortoli.
IL MANIFESTO MUTO. L'Abruzzo elesse Tortoli alla Camera, ma al momento d’intervistarlo, il popolare Germano D’Aurelio, che s’improvvisò cronista alla Chiambretti per Rete 8, trovò un muro ostile. Così ripiegò intervistando il manifesto del paracaduto. «Che non seppe rispondere a nessuna domanda perché con l’Abruzzo non c'entrava nulla».
Ovvio, era un manifesto. Ma è anche chiaro il riferimento al centrodestra attuale. «La scena si ripete con Marsilio», taglia corto D’Orazio, «è difficile per il centrodestra sostenere la campagna con lo slogan “l'Abruzzo agli abruzzesi”», aggiunge.
PERCHÈ LO FA. «Non sono candidato ma rivendico l’autonomia dell’Abruzzo», esordisce D’Orazio. «Ho votato Salvini alle politiche e lo rivoterò alle Europee, non sono qui a cambiare bandiera», rivela, «ma Marsilio non è espressione dell’Abruzzo. È uno sfregio alla nostra Regione e al suo centrodestra non avere un candidato abruzzese scelto dagli abruzzesi. Non ero io a dirlo, ma la Lega, Forza Italia e la Federazione di Teramo di Fratelli d’Italia. Legnini invece è stato scelto dagli abruzzesi. È lui il garante».
LA SPIAGGIA BELLA. A Legnini, D’Orazio ha consegnato da tempo due manifesti che racchiudono progetti sostenibili per il mare e la montagna. Ma ha strappato anche un impegno, quando sarà, di riservare la spiaggia più bella d’Abruzzo, quella del Cerrano, ai disabili. Così con il candidato presidente, D’Orazio sostiene la battaglia per l’autonomia speciale dell’Abruzzo: «Ma non come la propone Salvini, che vuole arricchire Lombardia e Piemonte e impoverire l’Abruzzo», sottolinea.
LE DUE ITALIE. L’autonomia è il tema forte portato avanti dalla civica ideata dall’ex parlamentare Toto, anche lui proveniente dal centrodestra ma che oggi al populismo salviniano e pentastellato preferisce il popolarismo della competenza. Sono le idee a prevalere sui partiti. Quelle idee che fanno dire a Toto che tra Lega e 5 Stelle c’è e ci sarà sempre «un’incompatibilità di fondo». Idee che spingono ’Nduccio, uomo d’intrattenimento e comicità ma anche di autentico impegno politico con i radicali, ad affermare: «Io e Benigno andiamo d’accordo perché entrambi difendiamo la libertà».
ATTENTI ALLA LEGA. Legnini tira le somme. Spiega che tra tutte le anime del suo laboratorio politico esiste un collante, un patto di coalizione che fa viaggiare insieme progressisti, cattolici, gente di centrodestra e centrosinistra, di cultura e volontariato, personaggi come D’Orazio, Toto e ’Nduccio. «Con Avanti Abruzzo», continua Legnini, «condivido i temi della sostenibilità e della solidarietà. Ma soprattutto la battaglia per la garantire l’autonomia speciale all’Abruzzo. Il ministro Salvini dovrebbe dirci, qui in Abruzzo se, nel coltivare il progetto di autonomia speciale di Lombardia, Veneto e di altre regioni, intende dare più soldi al Nord, oppure no. Siccome dice di voler dare più soldi al Nord, e siccome il Bilancio dello Stato funziona come i vasi comunicanti, questo implica meno soldi alla nostra regione», conclude il candidato presidente.
I NOMI DI AVANTI ABRUZZO.
Pescara: Massimo Calisi, Stella Cantelli, Matteo Ciccone, Floriana Di Martino, Giulia Giuliani, Gabriele Pasqualone e Emidio Isidoro. L’Aquila: Lelio De Santis, Patrizio Giammarco, Angelo Mariani, Sabrina Nanni, Roberta Polce, Paola Ruffo e Domenico Venditti. Chieti: Walter Palumbo, Antonio Turdò, Gabriella D’Angelo, Celestina Di Febo, Piera Di Lucia, Cinzia Iezzi, Concezio Paris e Serena Tundo. Teramo: Marisa Di Pietro, Nicola Di Marco, Emma Zarroli, Marcello De Antoniis, Gianluca Alonzo, Alduino Tommolini e Marina Ciferni.